venerdì 21 settembre 2007

CON SENTIMENTI DI PIETA' GESU' CI SCEGLIE


Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Oggi è la festività dell'Apostolo Matteo (auguri a quanti portano il suo nome) e il Vangelo del giorno ci fa rivivere il passaggio di Gesù nella sua vita (vedi Mt 9, 9-13). Tutto si è svolto in un attimo, un colpo di fulmine direbbero gli innamorati, perché i due potessero camminare su nuove strade per nuovi orizzonti.
Qualcosa però non va agli occhi della gente, solita storia di sempre: Matteo è un esattore delle tasse, un pubblicano e quindi era da tenersi alla larga. Quante storie simili abbiamo anche noi, magari ogni famiglia può raccontare la sua con una sua propria struttura.
In una storia di vita e di miseria passa Gesù e dice "Seguimi" (v. 9). Non guardiamo subito questa espressione come una chiamata a diventare chissà chi, perché è facile pensare qui alla vocazione religiosa e sacerdotale. Gesù passa e chiama. Egli passa dalla vita nostra di tutti i giorni, dovunque ci troviamo, dovunque c'è da risanare, perché Lui è venuto per sanare e guarire (vedi il v. 13). Anche in questo momento sta passando dalla tua vita, attraverso la lettura di questo post e anche a te, come a Matteo, ripete seguimi. Cosa significa? Davanti non abbiamo un imperativo dittatoriale, ma soltanto amore che richiama amore (vedi cosa scrisse san Beda sul senso di seguimi).
Il Vangelo di oggi ci invita a superare certe barriere che ostacolano il cammino di ciascuno, il rapporto interpersonale al di là di ogni pregiudizio, al di là di qualsiasi razza, popolo, lingua, perché tutti abitiamo e abbiamo come bandiera lo stesso cielo.
Nelle parole di Gesù e nel suo sguardo non vi è altro che amore che si riversa nella nostra miseria. Lì è la stranezza di Dio che vale più di qualsiasi parola: passa con sentimenti di pietà e sceglie proprio questa realtà. Dio entra nel cuore di ciascuno e ci invita a imitarlo, prenderlo come modello di vita.
Carissimi, quando si incontra Gesù è sempre un colpo di fulmine che accende tutta la vita. L'Apostolo Matteo con la sua risposta è l'esempio per noi. Egli comincia a fare esperienza di vita concreta, lasciandosi trasformare sempre più dall'amore di Dio perché, a sua volta anche lui può portare agli altri quest'amore.
Preghiamo perché il nostro incontro con Gesù sia sempre decisivo e sopratutto segno di conversione per la nostra vita annunciandolo sempre.

2 commenti:

rosy ha detto...

Il cielo, è la bandiera di tutti.
Bello! Magari questa realtà potesse attecchire negli animi di tutti!
Da un pò di tempo mi sono allantanata dalla chiesa, ma dentro di me mi sto accorgendo che si sta creando un vuoto.
Dovrò ritornare dai miei frati, prima ancora da Dio, cosi paziente con me. Ovunque vado mi manda i i suoi segni che io fingo di non capire.Sono una figlia ribelle.
Pace e bene.

fra Vincenzo ha detto...

Ciao carissima Rosy, penso che il cuore di ciascuno in qualche maniera lo sa che il cielo è la propria bandiera. Solo che non alza mai lo sguardo verso l'alto e non può accorgersi realmente di questa bella realtà. Alza anche tu lo sguardo e vedrai che qualcosa cambierà nella tua vita.
Pace e bene anche a te.