sabato 22 settembre 2007

LASCIA CHE LA PAROLA TI FECONDI

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Il Vangelo di quest'oggi (vedi Lc 8, 4-5) chissà quante volte l'abbiamo ascoltato con le sue molteplici riflessioni. Eppure, ha sempre qualcosa da dirci! Sì, perché in questo brano Gesù si fa in quattro per farci capire il senso dell'ascolto della Parola, ma noi a quale terreno apparteniamo per poterla ascoltare, accoglierla e farla fruttificare?
Nel mondo di oggi siamo sempre più riempiti di parole, ossessionati dalle parole, invasi dalle parole, eppure una sola Parola può cambiarci la vita, quella del Signore Gesù. Purtroppo dimentichiamo subito la Parola, ma se la dimentichiamo come possiamo dire a che terreno apparteniamo? Sarebbe bello descrivere questo brano parola per parola, l'importante qui è capire che i vari terreni non sono storie diverse, ma solo una, perché uno è il Seminatore.
Forse ci sentiremo tra quei terreni incostanti, ma quel seme gettato in unico campo apre al futuro, apre alla sorpresa e quindi, i risultati sono diversi.
Vi ho sempre detto che Gesù, Parola incarnata del Padre, passa dalla nostra vita. Oggi viene a noi con questo brano che racconta la storia del ministero di Gesù e, successivamente, della comunità cristiana, del vero credente, dell'evangelizzatore.
La Parola di Dio, che è Gesù e da lui abbondamente seminata, non sempre e non dovunque è coronata di successo. Il fallimento fa parte della sua storia. I terreni, tutti e quattro sono destinatari dello stesso seme e tutti lo accolgono: la Parola è rivolta a tutti senza distinzione, ma i risultati sono diversi. Evidentemente l'ascolto non basta.
Non basta accoglierla con gioia; è necessario permetterle di portar frutto con la pazienza, con la perseveranza. Non soltanto ascoltarla, ma custodirla, anche se ci sono degli ostacoli, anche se il nemico vuol soffocarla in noi, allontanarla dalla nostra intelligenza perché essa non possa trasformare la nostra vita. Qui non c'è esempio migliore di quello della Madonna sul modo di accogliere e di conservare la Parola di Dio: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto" (Lc 1,38). "E il Verbo (la Parola) si fece carne" (Gv 1,14). L'accoglienza perfetta di Maria ha, in un certo senso, permesso che la Parola si incarnasse per la salvezza del mondo.
Tenetela cara questa Parola, amici, oggi sia la luce e il sorriso della nostra vita! Preghiamo perché la nostra fatica fecondi la nostra giornata con l'aiuto e la forza che viene dalla Parola di Dio, portando frutto, secondo il Suo volere.


5 commenti:

solopoesie ha detto...

SALVE!!!FR' VINCENZO

STO' PROVANDO A METTERE IL TRADUTTORE

MA MI VENGONO FUORE TUTTE LE BANDIERE

BUONA GIORNATA E
BUON FINE SETTIMANA

LINA

solopoesie ha detto...

Fr' VIncenzo

Ci sono riuscita? va bene? Grazie

fra Vincenzo ha detto...

Bene, verrò a visitarti. buona giornata anche a te.

rosy ha detto...

Il mio seme è quello sulla pietra, accolgo con con gioia la SUA parola, ma non mette radice.Come vorrei essere una mite, in fondo lo sono con il prossimo, ma con Dio spesso cado.E pure sono stata in collegio, e tu sai che li dentro si prega, ma le mie preghiere erano amereggiate, per il rifiuto che avevo per l'istituto.
La mia strada verso il Signore è sofferta, anche se sempre lo cerco. Quando non so con chi prendermela, indovina con chi me la prendo? Si, con Lui.Ti sembrerà strano ma sono in questi momenti di rabbia, che lo sento più vicino.
Ti auguro una buona Domenica.
Ciao! Pace e bene,

fra Vincenzo ha detto...

Cara Rosy, per Lui sia terra bella e buona. Non si aspetta che subito accogliamo o portiamo frutto perché la bellezza e la bontà è una dimensione interiore ed è in questa interiorità che l'ascolto si fa accoglienza feconda e il frutto sarà abbondante, al di là di ogni attesa. Diceva Lutero: Dio non ci ama perché siamo buoni e belli, Dio ci rende buoni e belli perché ci ama.
Buona domenica nel Signore anche a te. Ciao.