mercoledì 24 ottobre 2007

LA VITA COME MISSIONE

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Siamo ancora nel mese di ottobre, mese missionario. Come non pensare almeno una volta, in questo mese, alla nostra vita come missione da compiere.
Il Vangelo di quest'oggi, nella ricorrenza di un grande missionario Sant'Antonio Maria Claret (vedi Lc 12, 39-48), ci ricorda che Dio ha affidato a ciascuno di noi una missione dandoci dei talenti particolari da far fruttificare con l'umile e docile servizio allo stesso Signore. Come? Abbiamo bisogno anzitutto, come dice il Salmista "gustare e vedere" come è buono il Signore (Sal 34). Conoscere e agire secondo la sua volontà: questo ci chiede il Signore nell'affidarci il 'molto' dei suoi 'averi', ossia l'abbondanza della sua grazia. Il gustare queste cose è farne esperienza dal di dentro vivendo interiormente in Lui, con amore, nel sigillo nuziale della fedeltà, illustrato da Gesù con l'immagine del servo che il padrone, tornando, "troverà al suo lavoro". Quest'uomo è saggio, onesto, fidato. Non dice "in cuor suo": Il padrone tarda a venire, dunque faccio quello che mi pare e piace, ma dispone e agisce secondo ciò che gli è stato ordinato. In pratica forma il suo cuore al pensiero di Cristo. Anche noi siamo chiamati a gustare il sapore di Dio, mettendo in movimento il cuore. Con saggezza e fedeltà, mettendo da parte egoismi, calcoli e pigrizie che fanno deviare su strade di ribellione indolente.
Viviamo la nostra vita come missione. L’urgenza della missione è inscritta nel nostro essere battezzati: toccati dalla misericordia del Padre, resi figli nel Figlio, lo Spirito dilata gli orizzonti del nostro cuore e ci dona occhi per riconoscere le necessità dei fratelli.
Scriveva S.Teresa di Gesù Bambino: “Il nostro Diletto non ha bisogno di pensieri originali o di opere strepitose; se vuole pensieri sublimi, non ci sono i suoi angeli la cui scienza sorpassa infinitamente quella dei più grandi geni della terra?”(L 120).
Il nostro Diletto ha “bisogno” del nostro cuore per effondere amore qui e ora. La missionarietà del quotidiano si gioca su semplici gesti e parole, una testimonianza data con coerenza perché avvertita come vitale.
L’ardore missionario risvegli in ciascuno il desiderio di non vivere solo per noi stessi, di scoprire la possibilità concreta di aiutarci a vicenda donando un sorriso, una preghiera, una parola di pace…tutto per e con amore!

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