lunedì 26 novembre 2007

GUARDA CIO' CHE E' ETERNO E NON L'EFFIMERO

Un caro saluto a te che leggi quato scrivo!

Viviamo nel tempo intermedio che prepara la definitiva venuta di Cristo. Come si diceva la liturgia ci prepara a terminare questi ultimi giorni, prima di iniziare l'avvento con brani apocalittici, ma non nel senso brutto del termine, ma nel senso di incontro al Signore che viene.
La prima lettura (vedi Dn 2,31-45) ci presenta un brano tratto dal Libro di Daniele, composto sotto la dominazione di Antioco, quando il popolo era ridotto a nulla, oppresso, senza speranza. Gli Ebrei ferventi approfondirono la loro fede considerando la sorte dei popoli che li avevano dominati: Medi, Persiani, Greci, colossi di potenza, scomparsi uno dopo l'altro: anche Antioco avrebbe fatto la stessa fine; ci sarebbe stata una "pietra" che, staccatasi dal monte, avrebbe frantumato la statua. In questa pietra che "si staccò dal monte ma non per mano d'uomo", riconosciamo Cristo, venuto a proclamare e a stabilire il suo regno con la vittoria sul male.
Con il Vangelo che la liturgia ci presenta (vedi Lc 21,5-11) inizia il discorso di Gesù sulla fine dei tempi (viene anche chiamato discorso escatologico). Ma l'evangelista Luca, assieme a Matteo e a Marco, ritiene che gli "ultimi giorni" inizino già con la venuta di Gesù. Per questo non si può continuare a rimandare il momento della conversione al Vangelo, aspettando magari l'attimo opportuno, che poi non arriverà mai. Il momento di credere al Vangelo è già venuto. Non bisogna perderlo. Gesù dice chiaramente che la garanzia del futuro e della salvezza non sta nella magnifica costruzione del tempio, non sta nelle nostre costruzioni umane, fossero anche religiose, ma solo in lui. È necessario pertanto essere attenti ai falsi profeti, a quelli fuori di noi (come le mode e le consuetudini di questo mondo) ma anche a quelli che si nascondono nel cuore di ciascuno di noi (come le abitudini, le convinzioni, l'amore per sé). "Guardate di non lasciarvi ingannare" ci ammonisce Gesù da chi vi propone cose straordinarie e "non vi terrorizzate!". Tutto ciò che avviene è umano, il regno è una realtà eterna.Quando ci sentiamo opprimere da "imperi" vari, esterni o interni a noi, approfondiamo la fede nel re che non potrà mai venir meno, re fortissimo davanti al quale ogni potenza di male è ridotta a nulla. L'unico maestro della nostra vita è il Signore Gesù, e l'unica nostra profezia è il Vangelo. Qui è racchiusa tutta la nostra salvezza.
Preghiamo perché possiamo guardare alla nostra vita con coraggio e soprattutto dove appoggiamo le nostre scelte. Preghiamo così: Donami, Signore, un'anima chiara e solare che lascia entrare in me ciò che è eterno e prende le distanze da ciò che passa e muore.

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