domenica 4 novembre 2007

QUALI RAPPORTI NELLA NOSTRA SOCIETA'?

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Il Vangelo di domenica ci parlava di un capo dei pubblicani: Zaccheo. Questa volta il Vangelo (vedi Lc 14,12-14) ci presenta il capo dei farisei che invita a cena Gesù. Ed ecco, Lui coglie l'occasione per rompere gli schemi di una società i cui rapporti interpersonali sono basati sul tornaconto, sul perbenismo o anche solo su ciò che è ovvio.
Ancora oggi si usa questo sistema. Ricordo nella mia parentela, più o meno si ragionava così: invito te a pranzo in casa mia; è poi sicuro che tu restituirai questa mia cortesia con l'invitarmi a tua volta, così niente di quello che è mio va perduto.
La parola di Gesù ci fa ragionare diversamente. Essa è "dinamitaria", perché frantumando un certo modo di essere, di pensare e di agire afferma, in tutta la sua luce, lo splendore della novità evangelica.
In qualche maniera, ancora una volta, Gesù ci invita ad essere ad immagine e somiglianza di Dio che è, in assoluto, gratuità di Amore.
L'amore carissimi amici non si vende, non si compra, non si misura sul "do ut des". L'amore è libertà di dono. Ecco perché Gesù, sull'immagine del convito, parla di un criterio diverso, e molto, dal nostro moto di invitare e di rapportarci nella società.
Oggi è il caso di interrogarsi così: al banchetto della mia vita chi voglio Signore? Chiediamocelo con sincerità. Quanto dono agli altri, lo faccio per avere il contraccambio, oppure do e mi dono per la gioia di effondere quello che Dio Amore mi dona gratuitamente e da Lui solo ricevo?
Preghiamo così: E' "sulla sua Parola", Signore, che ci è dato di servire con amore e con gioia il nostro tempo "prendendo il largo" verso i mari aperti della storia (Carlo Maria Martini).

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