sabato 29 dicembre 2007

DOMENICA DELLA SANTA FAMIGLIA

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!




Siamo arrivati alla Domenica dopo il Natale che oridinariamente viene ricordata la Santa Famiglia. Infatti, dopo aver celebrato l'evento del Natale del Signore, non si poteva far a meno di ricordare Maria e Giuseppe.
Il Vangelo ce li ricorda narrandoci la "fuga in Egitto" (vedi Mt 2,13-15.19-23).
Ma non celebriamo questa festa per ricordare la fuga della Santa Famiglia in Egitto, ma per prenderla a modello di vita.
Però, proporre la famiglia di Nazareth come modello alle nostre famiglie, in questi tempi di frammentazione e caos, mi sembra una cosa difficile ma da farsi.
Una prima caratteristica della Famiglia di Nazareth mi sembra questa: è una famiglia che ha il coraggio di mettere Gesù al centro della loro esistenza. Il mistero della nascita di Dio che si compie continuamente nelle nostre case c'invita alla stessa considerazione: anche se non possiamo avere un Dio sgambettante per casa, lo possiamo avere continuamente presente nelle nostre decisioni, nelle nostre preghiere, nelle nostre comunità.
Qualcuno potrebbe obiettare pensando ai vari problemi che ha in famiglia. Ma anche la famiglia di Nazareth ha avuto i suoi problemi! Le disavventure terribili di questo bambino che fa paura ai re sanguinari ci fa riflettere: l'esilio in Egitto ci ricorda dell'ostilità che Dio ha subìto!
Insomma, cerchiamo onestamente di essere schietti: generalmente teniamo Dio fuori dalle nostre famiglie, e si vede dal nostro modo di vivere! Prendiamo esempio da Nazareth, dove è naturale percepire la sua Presenza. Dio chiede di abitare le nostre famiglie! Cerchiamo con semplicità di ricominciare da Dio, di infilarlo in mezzo alle nostre scelte, ai nostri ruoli educativi, alle nostre relazioni familiari. Così come fecero Maria e Giuseppe in piena serenità.
Inoltre, guardando a questa famiglia, lasciamo che il mistero del Natale ci colpisca, ci avvolga e, come Maria e Giuseppe anche noi come loro, serbiamo le cose che accadono nel nostro cuore. La famiglia così diventa un Mistero del rispetto della straordinarietà dell'altro. Quanto poco rispetto c'è nelle nostre famiglie! Sembra che tutto sia diventato "proprietà": lo sposo, la sposa, i figli. I gesti dovuti, lo stupore e la gratitudine banditi dai nostri discorsi. Recuperiamo il senso del Mistero dell'altro, che non mi è "dovuto" ma "donato", abbiamo il coraggio di ridirci cose che ci sembrano scontate. Ed è dal dialogo che bisogna ripartire: impariamo e insegniamo a comunicare, a parlare del nostro intimo, a consegnare le nostre emozioni all'altro. In questa maniera, le nostre famiglie riprenderanno la fisionomia di luogo di comunione che Dio ha voluto creandoci maschio e femmina.
Carissime famiglie, lasciatevi sedurre dalla proposta che Dio fa all'amore di coppia! Coppia cristiana: due persone che non si guardano solo negli occhi ma che guardano nella stessa direzione (A. de Saint Exupery); due persone che si sono scelte per cercare - insieme - la felicità, senza credere di essere l'uno il senso della vita dell'altro.
Un'ultima parola di incoraggiamento va a chi, per un motivo o per un altro, vive sulla sua pelle la fatica di un fallimento matrimoniale: il Dio dell'impossibile ha per voi, per tutti, un progetto di comunione e di pace, di luce e di vita: cercatelo! Che la quiete e l'amore di Nazareth ci riconducano al bene di Dio. Maria e Giuseppe c'insegnino ad amarci e ad amare il Figlio che ci è donato!
Preghiamo così: O Dio, nostro Padre, che nella Santa Famiglia ci hai dato un vero modello di vita, fa che nelle nostre famiglie fioriscano le stesse virtù e lo stesso amore, perché riuniti nella tua Casa possiamo un giorno godere la gioia senza fine. Per Cristo, nostro Signore. Amen.
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