venerdì 7 dicembre 2007

RISCOPRIRE IL SENSO DEL PECCATO

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

La festa dell’Immacolata è incastonata nel periodo liturgico dell’Avvento. Essa ci fa guardare alla grazia preveniente di Dio, all’amore con cui Dio ci viene incontro sin dall’inizio, che precede ogni cosa, ogni istante, e anzi fa essere ogni istante successivo, l’amore che crea vita. Al cuore dell’Avvento c’è un annunzio, gioioso ed esigente allo stesso tempo, che è il cuore stesso della vita cristiana: il Signore viene! Prima che siamo noi ad andare verso di Lui, Lui viene a noi. Prima, e di più, di qualsiasi cosa noi possiamo fare per Lui, è Lui che ci viene incontro. “Adamo, dove sei?”. Ecco la venuta di Dio, la sua ricerca di noi. La Bibbia ci racconta di un Dio che viene, un Dio che si muove, un Dio non è rimasto fermo, è uscito fuori per cercarci, ha mosso dei passi, ha cercato qualcosa, ha cercato qualcuno, mi ha cercato.
In questa celebrazione noi ricordiamo un Dio che continua a cercarci e mentre lo fa ci presenta il privilegio che concesse alla Vergine Maria: l'Immacolata Concezione. Ma cosa vuole dirci, oggi, questa festività?
Sappiamo che dalle varie apparizioni della Vergine Santa il monito è sempre quello: "conversione e preghiera". Penso che questa festa dica ancora per noi questo monito rinnovato. La festa dell'Immacolata ricorda a ciascuno di noi che la nostra vita è inquinata dal peccato. Un messaggio quanto mai urgente da riproporre. Il mondo ha perso il senso del peccato. Forse ci si preoccupa di tutto e di più, ma al contempo perdiamo il nostro filo conduttore verso Dio. Il mondo ha paura di tutto, fuorché del peccato. Ha paura dell'inquinamento atmosferico, dei "mali oscuri" del corpo, della guerra atomica, oggi del terrorismo; ma non ha paura della guerra a Dio che è l'Eterno, l'Onnipotente, l'Amore, mentre Gesù dice di non temere coloro che uccidono il corpo, ma di temere solo colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geenna (cfr. Lc 12, 4-5).
Ma il dogma dell'Immacolata ci dice anche qualcosa di sommamente positivo: che Dio è più forte del peccato e che dove abbonda il peccato sovrabbonda la grazia (cfr. Rm 5,20). Maria è il segno e la garanzia di questo. La Chiesa intera, dietro di lei, è chiamata a divenire "tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata" (Ef 5, 27). Un testo del concilio Vaticano II dice: "Mentre la Chiesa ha già raggiunto nella beatissima vergine la perfezione, con la quale è senza macchia e senza ruga, i fedeli si sforzano ancora di crescere nella santità debellando il peccato; e per questo innalzano gli occhi a Maria, la quale rifulge come modello di virtù davanti a tutta la comunità degli eletti" (LG, 65).
Allora forse, è il caso di ripensare questa festa con le parole dell'evangelista Luca: "Avvenga per me secondo la tua parola" (vedi Lc 1,26-38). In queste parole di risposta all'invito di Dio, che non si è mai stancato di cercarci nonostante il nostro peccato, Maria si fa suggeritrice di risposta quando Dio bussa continuamente al nostro cuore e noi, sostenuti dalla sua presenza, possiamo ripetere: "Avvenga per me secondo la tua parola".
Preghiamo perchè la vergine Santa ci aiuti a riscoprire il senso del peccato, per riprendere la marcia verso la santità. Preghiamo, perché tutto è un dono, la nostra vita è una grazia, è il frutto dell’umiltà di Dio che è venuto, chinandosi su di noi quando eravamo a terra, capaci solo di nasconderci e ripetere: “Adamo, dove sei?”.
A tutti voi una buona festa dell' Immacolata!



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