lunedì 24 marzo 2008

RALLEGRIAMOCI PER ANNUNCIARE IL SIGNORE RISORTO!

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

"Questo è il giorno fatto dal Signore: rallegriamoci ed esultiamo.". Sono le parole che accompagnano le nostre liturgie durante l'ottavario di Pasqua. In questi giorni ascolteremo dai Vangeli l'esperienza pasquale.
In Gv 20,11-18, leggiamo l'esperienza pasquale di Maria di Magdala, che ha vissuto con i discepoli il dolore della separazione e dell’esclusione quando Gesù si è ritrovato solo con le sue sofferenze e con la morte.
In questo brano scopriamo la bellezza della scoperta pasquale, dove Gesù questa volta Egli interpella, provoca, scuote da una religiosità addormentata! Infatti troviamo domande che toccano il nostro cuore: perché piangi? Se soffri, quale ne è il motivo? Chi cerchi? Dove si orienta il tuo cuore?
Nel brano Maria dà a pensare che piange a causa di uno che lei pensa " morto"; e – di fatto - cerca un morto. Che Gesù sia vivo, anzi "il Vivente", lo scoprirà appena Egli la chiama per nome, destando la sua identità profonda. In questo riconoscimento, in Maria di Magdala avviene una purificazione del suo modo di amare e fa la piena esperienza di Gesù risorto. Ora sa che non può "trattenere" per sé il Signore in un rapporto ancora troppo legato al suo "ego". Anche l'amore di Lui è dono da recare ai fratelli, proprio come comunicazione di ciò che gli occhi della sua anima ora (ben più che gli occhi del suo corpo) han visto.
Nella preghiera chiediamo al Signore che ci apra gli occhi della fede per contemplarlo. Nello stesso tempo chiediamo allo Spirito Santo di annunciare a tutti con la propria vita, più che con le parole, che abbiamo fatto esperienza di Gesù Risorto.

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