martedì 15 aprile 2008

CONOSCI IL PADRE?

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Conosci il Padre? Penso che, in qualche maniera, anche Gesù fece questa domanda ai suoi interlocutori e "tralasciando il nome dell'Altissimo", introduce il nome del “Padre”.
Nel cristianesimo il concetto di Dio Padre è dominante, ed è Cristo a chiarire questa realtà di Dio come Padre. Il nome di “Dio”, avendo perso il significato di un nome preciso, è diventato come un attributo, come nelle espressioni del tipo: “Il denaro è il suo dio”. Così, per alcuni, “Dio” è un nome freddo, che non esprime né genera alcun sentimento o affetto.
Nelle parole di Gesù (vedi Gv 12,44-50) troviamo una grande umiltà. Tutto in Lui è in funzione del Padre, tutto è orientato al Padre, tutto è trasparenza di Lui, perché Lui è luce che dissipa le nostre tenebre di non senso, di angoscia, di confusione, di paura.
L'umiltà è una virtù a cui non ci accostiamo più o quasi. Bisognerà dunque nuovamente coglierne il valore e l'identità profonda attingendo dal cuore e dalla Persona di Cristo: "Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime" (Mt 11,28-29).
Che cos'è in realtà l'umiltà se non una piena conoscenza di sé davanti a quel Dio che nell'abbassamento del Figlio, nel suo "svuotamento" (kenosi) fino alla morte di croce ce ne ha rivelato pienamente il senso? Se percepirsi amati da Dio e impegnarsi ad amare i fratelli, è tutto il senso della vita cristiana, si tratta di capire che solo chi si riveste di umiltà riesce a stabilire nuovi rapporti pieni d'amore (cfr. 1Pt 5,5; Col 3,12).
Allora possiamo dire che arrivare a conoscere il Padre, è arrivare ad essere umili. Cristo realizza l'umiltà attraverso la verità. In generale si concepisce la verità come una formula astratta; con Cristo, invece, la verità si fa persona. Egli non porta la verità: è la verità. La verità è una persona, non una proposizione. Rivelando la verità, Cristo rivela il Padre. Vedere Cristo significa vedere il Padre, rifiutarlo significa condannare se stessi.
Forse è il caso di sperimentare il gusto del pregare il Padre nostro, scoprendolo come uno spazio sacro, come il pit-stop dove attingere la giusta umiltà per dare senso al nostro esistere.

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