lunedì 21 aprile 2008

DIMORARE IN CRISTO GESU'

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Ci apprestiamo a chiudere il mese di aprile, anche se mancano ancora 10 giorni, ma non mancano molte domeniche alla Pentecoste. Ebbene le parole di Gesù sono le ultime raccomandazioni e rassicurazioni in quanto lo Spirito Santo guiderà alla conoscenza del mistero di Dio (vedi Gv 14,21-26).
Nel frattempo Gesù invita a dimorare in Lui, come inizio di restare per sempre unito a Lui. Nel linguaggio giovanneo il verbo dimorare è frequentissimo e molto spesso cammina a braccetto con il verbo amare, quasi a voler dire: il vangelo non è un discorso da comprendere ma un percorso da seguire, un esperienza da fare, un incontro personale con Dio, che suscita la fede e chiede una totale adesione del cuore. Non a caso, i primi due discepoli che incontrano Gesù gli domandano: "Maestro, dove dimori?" (Gv 1,38). Lo stimolo alla ricerca lanciato dalla domanda di Gesù ha fatto emergere il desiderio profondo, nascosto nell’animo dei suoi discepoli: essi vogliono scoprire “dove dimora” colui che riconoscono come loro “Maestro”.
Consentire a Dio di dimorare in noi e quindi entrare in quella misteriosa dimora che è il cuore stesso di Dio non è certo uno sforzo volontaristico, ma un'opportunità che ci viene dall'accogliere il lieto annuncio del vangelo, percependolo innanzi tutto come dono gratuito di Dio che si fa salvezza per noi, al di là delle nostre capacità, oltre i nostri stessi limiti.
Cercare, infatti, “dove dimora” il Signore Gesù non è la semplice curiosità di sapere dov’è la sua casa, di indagare dove egli abita. Cercare la sua “dimora” è invece, nel sottile linguaggio giovanneo, scoprire il mistero della sua persona e la sua funzione di Rivelatore dell’amore e della vita che Dio vuole donare agli uomini. Il vangelo di Giovanni mostrerà in continuazione da “dove” viene Gesù e dove realmente Egli dimora da sempre e per sempre: «Io sono nel Padre e il Padre è in me» (Gv 14,11); «Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro» (Gv 20,17). Gesù, il Figlio, dimora dunque in un mistero di comunione, di amore e di vita di cui il Padre, per mezzo suo, vuole rendere partecipi gli uomini di tutti i tempi: «Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo Figlio, l’Unigenito, perché chiunque crede in Lui…abbia la vita eterna» (Gv 3,16).
Preghiamo perché sia in noi questo desiderio di ricerca e scoprire dove dimora il Signore. Innalziamo allora questa preghiera: Dimora in Gesù, anima mia, e lasciati avvolgere dalla sua presenza. Tendi l'orecchio alla sua Parola ed egli colmerà di senso i tuoi giorni, proiettandoti verso la luce immarcescibile del Padre, che t'attende.

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