domenica 11 maggio 2008

ACCOGLIERE L'AMORE IN GESU'

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Terminiamo con la solennità di Pentecoste il tempo liturgico pasquale per ritornare al tempo ordinario, al tempo della ferialità della vita.
La Parola presa dal Vangelo secondo Marco ci dice che Gesù davanti ai farisei si pose un interrogativo: Perché questa generazione cerca un segno? (vedi Mc 8,11-13).
In questa vicenda evangelica, troviamo i farisei che vanno incontro a Gesù, non come i poveri e i deboli che lo cercano per ricevere aiuto. Essi, invece, sicuri nella loro posizione, vogliono combatterlo. Queste persone sono un po' come noi, andiamo in cerca di autoaffermazioni, conferme, segni, etc. ma non riusciamo a capire che Gesù stesso è il segno, la sua parola, la sua misericordia senza limiti, i suoi miracoli verso i deboli e i poveri.
Purtroppo noi siamo quelli che vogliono Dio all'agitazione della bacchetta magica per poter risolvere i nostri problemi: siamo i farisei di oggi e non sappiamo accogliere il Vangelo in semplicità e quindi, incapaci di accettare la "normalità" del Vangelo che cambia la vita.
Purtroppo quando in noi non vive il vero amore, quello che scaturisce dall'Alto, i nostri occhi resteranno incapaci di vedere i prodigi dell'amore. Questo è un rischio che incorrono tutti anche quanti vogliono seguire Gesù da più vicino.
La tentazione più grande contro la fede è dire: Perché Dio non interviene? Perché non si manifesta in modo più evidente? Perché non entra con più forza nella storia degli uomini, cambiando situazioni ingiuste, liberando gli oppressi, convertendo i cuori induriti? Noi stessi siamo sempre alle prese con le nostre debolezze e peccati: perché Dio non ci cambia e non ci rende più buoni?
Il Vangelo, che ogni giorno mette sempre in discussione l'autosufficienza e la sicurezza della nostra generazione, è il segno che ci viene dato della presenza del Signore nella nostra vita.
Apriamo gli occhi del cuore e preghiamo allora, perché la nostra vita sia inondata dall'amore di Dio gettando in Lui ogni nostro affanno. Preghiamo usando queste parole: Tu, Signore, dai a tutti volentieri e generosamente. Non misuri la nostra fede oscillante, ma la tua misericordia. E anche quando il tuo amore esigente ci chiede d'entrare speranzosi e pacati nella beatitudine della prova, sai attendere con pazienza fino a che il nostro cuore non si abbandoni in Te fiducioso e confidente.

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