giovedì 1 maggio 2008

NEL DOLORE LA GIOIA

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

La Parola carissimi amici, è sempre viva ed efficace, anche quando ci sembra così lontano una risposta, un segno.
Leggendo le parole dell'evangelista Giovanni (vedi Gv 16,20-23) sembra di trovarci davanti a un pazzo. Eppure le parole di Gesù, trovano il loro compimento letterale poco tempo dopo, e, anche se in maniera misteriosa, si realizzano senza sosta nella vita della Chiesa, di ciascuno di noi.
Anche nella vita di sant'Atanasio, di cui oggi celebriamo la memoria, è successo questo "ritardo di Dio". Sì, Dio ritarda ma per fare bella e nuova ogni cosa.
La dialettica "dolore-gioia" di cui parla Gesù nel Vangelo, è profondamente insita nella vita dell'uomo come tale e non solo del cristiano. Gesù per farcelo capire, sceglie l'immagine della donna madre e la coglie proprio nel momento in cui la sua necessaria sofferenza si tramuta in gioia. Qui Gesù non fa altro che affermare quanto il dolore è funzionale alla vita e alla gioia, non è distruttività e morte. E' così importante questo nostro rallegrarci in ordine al suo "vederci di nuovo", che questa gioia, dice Gesù, non potrà esserci rapita da nessuno. Pertanto, questa realtà è transitoria, quello che è definitivo, eterno, è la gioia di incontrarlo, risorto, nella certezza di non perderlo mai. Mentre viviamo in questa vita, la certezza della sua presenza ci appaga; non abbiamo bisogno di interrogarci sul passato o sul futuro. Cristo, Signore risorto, dà il senso ultimo della storia e della nostra vita.
Durante la nostra preghiera ripensiamo a quest'icona della vita, della donna gioiosa, interroghiamoci se il nostro dolore, spesso ineliminabile, è in funzione di qualcos'altro, della gioia di dare alla vita una nuova creatura: quella per cui Gesù ha dato tutto il suo amore " forte come la morte" (cfr. Ct 8,6). Prendiamo sul serio allora l'esortazione di San Pietro: "Siete ricolmi di gioia, anche se ora siete un po' afflitti da varie prove nella vostra vita di fede, in attesa che Gesù si manifesti. Voi lo amate anche senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in Lui; perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre conseguite la meta della vostra fede che è la salvezza" (cfr. 1Pt 1,6-8).

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