venerdì 23 maggio 2008

PICCOLI PER ENTRARE NEL REGNO DI DIO

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Siamo nel mese mariano e certamente molti di voi hanno elevato almeno il loro sguardo verso la mamma celeste. Il mese si sta per concludere e domani ricordiamo la Vergine Maria sotto il titolo di Ausiliatrice.
In questo giorno, la Parola di Dio porta la nostra attenzione verso i bambini (vedi Mc 10,13-16). In questo bello scenario di un Gesù che accarezza i bambini, c'è qualcosa che all'occhio della gente e dei discepoli non va. Gesù si mostra indignato. Non è la prima volta che lo incontriamo con questo stato d'animo nei Vangeli. Lo ricordiamo indignato nel tempio, quando sferzò i mercanti cacciandoli via perché avevano trasformato la casa di Dio in mercato. Qui non ha sferza in mano, ma s'indigna nei confronti di una profonda incomprensione da parte dei suoi discepoli. Non hanno ancora capito che per entrare nel Regno di Dio (cioè nel modo di pensare e di amare di Gesù) bisogna farsi "piccoli".
Sappiamo bene chi è il bambino. Una creatura semplice, fragile che trova il suo rifugio in mamma e papà. Lui sta bene, perché si abbandona sempre alle loro braccia. Non ha pretese arroganti, non è da lui. Egli vive di gratuità. È l'amore, la tenerezza di mamma e papà che lo fanno crescere e sorridere alla vita.
Nel bambino ogni cristiano può cogliere il senso e la gioia di vivere il cristianesimo. Si può crescere fino a diventare uomini o donne di grande prestanza e responsabilità ed essere, nel cuore, bambini del Regno.
Essere bambini per il Regno di Dio significa curare a fondo il rapporto personale con Dio-Amore e saperlo comunicare con semplicità.
Nella nostra preghiera mettiamoci comodi, come se dovessimo abbandonarci in braccio a qualcuno. Chiediamo allo Spirito Santo di plasmare sempre nuovamente in noi il "bambino nascosto nel cuore". Preghiamo facendoci aiutare dalla Madonna, aiuto dei cristiani. Preghiamo così: Signore, che sei più intimo a me di me stesso, tieni lontano da me ogni presunzione finzione e autosufficienza. Dammi un'anima lieta perché sicura di te "come bimbo svezzato in braccio a sua madre".

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