mercoledì 9 luglio 2008

GRATUITAMENTE AVETE RICEVUTO, GRATUITAMENTE DATE!

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Continua l'ascolto del Vangelo di Matteo da dove abbiamo lasciato la sua lettura. Questa volta abbiamo un brano che ci mette a disagio, magari se siamo attaccati a qualcosa o qualcuno (vedi Mt 10,7-15). Dice Gesù che è necessario che i suoi messaggeri vivano in una povertà e in un’assenza totale di bisogni per rendere la gente attenta, grazie a questo stile di vita semplice, al messaggio di Gesù che sono incaricati di trasmettere.
"Prendere" e "dare" gratis... la propria vita è fondamentale – dice Gesù – per ottenere in dono la vittoria sul possesso. Dunque, il discepolo sappia rinunciare all'accumulo del denaro, alle due tuniche, ai sandali o a qualsiasi altra sicurezza umana perché "il Padre sa di che cosa abbiamo bisogno" (cfr. Mt 6,32). E' lo scandalo-vittoria di chi si rimette totalmente a Dio e fa il bene senza alcun interesse.
Dio è Amore e dona a quanti aprono la mano e chiedono. E' dono assoluto, senza riserva o considerazioni di merito: Gesù, poi, nostro insostituibile referente, "non tenne gelosamente nulla per sé, si spogliò di tutto" rivestendoci, infine, con la sua stessa nudità. Vivere di questo dono forse non è facile, ma è la radice della nostra capacità di donare a chiunque perché vero prezzo della vita è sempre e solo la gratuità.
Appare di un'evidenza folgorante che, impostare la vita nella ricerca prioritaria del Regno di Dio e della sua giustizia, porta alla pace e alla salvezza; mentre lasciarsi afferrare da qualsiasi sete di possesso e affanno è perdizione. Ma che cosa implica questa ricerca costante, esistenziale, sotto lo sguardo di un Padre che ci conosce nell'intimo dentro tutta la nostra storia ed è pronto a darci le energie dello Spirito e la pace di Gesù in aiuto? Che cosa significa oggi per noi l’esortazione di Gesù a rinunciare alle nostre esigenze e ai nostri bisogni, per noi cristiani che viviamo in una società opulenta? Qual è la loro importanza di fronte agli enormi problemi ecologici provocati proprio dalla nostra opulenza? Certamente una categorica rinuncia a qualsiasi forma di "egoismo" che pone te stesso al centro di tutto: tu sei il sole e gli altri ti devono ruotare intorno. Mentre l'amore situa l'«altro» al centro. Si tratta di entrare nel circuito di quello splendido decentramento che irradia sempre luce e calore: se amo, il mio bene è fuori di me e mi realizzo unendomi a lui nel servizio. Così il cristiano supera la menzogna del proprio «ego» e diventa come Dio, assoluta gratuità e dono d'amore.
Preghiamo nella semplicità del nostro cuore. Chiediamo al Signore il dono della povertà e mettiamoci in cammino: Donami, Signore, la capacità di mettermi in viaggio, con umile cuore, verso il tuo Regno di amore e di pace.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Salve, io al momento non riesco a comprendere bene il senso di tale frase.

Giuseppe