mercoledì 6 agosto 2008

NOI CHE CI CHIAMIAMO CRISTIANI, COSA PENSIAMO DI GESU' CRISTO?

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Ritorna la festa del taumaturgo Alberto... sì il 7 agosto per noi carmelitani è festa perché ricordiamo il primo santo del nostro Ordine: Sant'Alberto degli Abbati. Ma per molti di voi, la celebrazione è del giovedì della XVIII settimana del Tempo Ordinario. La Parola del giorno ci riporta al primato di Pietro (vedi Mt 16,13-23). I Vangeli ci narrano come gli apostoli siano stati guidati, passo a passo, verso una percezione sempre più chiara della natura della persona di Gesù. Ciò non significa certo che gli apostoli avessero una percezione totale e globale della sua divinità prima della Pentecoste. Si può dire però che, quando Gesù chiamò i dodici perché lo seguissero, cosa che, secondo Matteo, fece prima di pronunciare il discorso della Montagna, gli apostoli erano già convinti che egli fosse il personaggio eroico e glorioso annunciato da tutti i profeti, colui che sarebbe venuto a liberare il suo popolo dai peccati. Ora, dopo aver vissuto con lui più giorni e più notti, dopo essere stati testimoni di segni e guarigioni miracolose, Gesù ritenne che almeno Pietro fosse pronto ad affermare la sua natura divina. Così, in risposta alla domanda: “Voi chi dite che io sia”? Pietro, illuminato dallo Spirito Santo, poté dichiarare solennemente: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”, affermando così, per primo, pubblicamente sulla terra la divinità di Gesù.
Anche a noi viene rivolta questa domanda. Anche noi siamo radunati da Gesù in un luogo appartato per parlarci. Ogni comunità ha bisogno di momenti come questi, non per una vuota e falsa intimità, ma per crescere nella conoscenza e nell'amore del Signore. Gesù chiede cosa dice la gente di lui; ma soprattutto vuol sapere cosa pensano i discepoli. Gesù va diritto al cuore dei discepoli: "Voi chi dite che io sia?" Ha bisogno che i discepoli siano in sintonia con lui, che abbiano con lui un "comune sentire", per entrare nella beatitudine la stessa che pietro ricevette.
Preghiamo allora dicendo: Rinnova, Signore, il nostro cuore.

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