mercoledì 24 settembre 2008

C'E' UN PASSAGGIO DI DIO NELLA NOSTRA VITA

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!



La Parola continua sempre a mettere interrogativi nella nostra vita, ma non per turbarci, facci prendere un esaurimento ma per farci "comprendere con tutti i santi quale sia l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la profondita', e conoscere l'amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, perche' siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio" (Ef 3, 18-19).
Il Vangelo che ascoltiamo inizia dicendo: "In quel tempo, il tetrarca Erode sentì parlare di tutto ciò che accadeva ... e cercava di vedere Gesù" (vedi Lc 9,7-9).
"In quel tempo". C'è un tempo che è dedicato al passaggio di Dio nella vita di Erode, nella mia e nella tua vita. Sì, Dio passa e passa pe tutti. E' un tempo in cui si impone una presa di posizione, un'assunzione libera e consapevole della fede. Perché diciamo così? Perché spesso e volentieri la fede la si "abbraccia" per tradizione, o forse la si è praticamente ignorata come qualcosa che non aveva niente da dirci. Però qalcosa piao piano ritorna, riemerge per riportarci alle origini. Quante volte soffochiamo le nostre voci interiori, le calpestiamo, come abbiamo calpestato i mille "Battista" di cui si è cercato di soffocare la voce, e calpestando loro abbiamo calpestato i valori della nostra società. Dio passa, sarà la presenza profetica e silenziosa di persone che con la loro testimonianza scuotono il nostro torpore. Circostanze impreviste che ci pongono brutalmente dinanzi a realtà che volevamo ignorare. La Parola, quella Parola che più volte si era tentato di "addomesticare", se non addirittura di ignorare, prende a urgere dentro di noi e come un pungolo ci pone una domanda inquietante: "Chi è Costui che passa?". Ed ecco emergere il bisogno di "vederlo". Però per vederlo, basta mettersi in ascolto perché la voce possa articolarsi in Parola che risuona dentro. Parola che scuote, ma che rimuove il marcio che c'è dentro. È il primo indispensabile passo per poter "vedere" il Signore. Se non si è disposti ad ascoltarlo, Egli non ci svela il suo volto e noi restiamo con la nostra sete inappagata, e la domanda rimane come un tormento.
Oggi, durante la preghiera cerchiamo di non nasconderci dietro la maschera della vita di ttti i giorni, qualsiasi ruolo occupiamo nella società, ma interroghiamoci: "Chi è Costui che passa?"
Preghiamo così: Apri, Signore, il mio orecchio, perché ascolti la tua Parola, illimpidisci il mio sguardo perché ti sappia vedere nel mio quotidiano.

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