giovedì 2 ottobre 2008

LASCIAMOCI PLASMARE DALLA PAROLA

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Un vangelo un po' duro per noi quello che viene proclamato questo venerdì (vedi Lc 10,13-16). Eppure, nella sua benevolenza, Dio è sempre all'opera nella storia degli uomini. Anche oggi egli viene a noi per rischiarare il nostro cuore e donarci la forza della conversione.
Il brano evangelico della liturgia odierna riporta l'attacco forte di Gesù verso alcune città. In Corazim e Betsaida, Gesù ha operato miracoli e guarigioni. A Cafarnao, addirittura Gesù aveva preso un riferimento stabile, nella casa della suocera di Pietro, durante la sua predicazione in tutta la Galilea.
L'antifona di ingresso alla Messa ci spiega il motivo per cui siamo rimproverati duramente da Gesù: Signore, tutto ciò che hai fatto ricadere su di noi l’hai fatto con retto giudizio; abbiamo peccato contro di te, non abbiamo dato ascolto ai tuoi precetti: ma ora glorifica il tuo nome e opera con noi secondo la grandezza della tua misericordia. (Dn 3,31.29.30.43.42).
Urge la necessità di fare luce, verità dentro di noi, per poter respirare aria pulita. Chi di noi può dire con onestà di non aver mai chiuso il cuore a Dio negandogli l'accesso in quegli angoli serrati dell'Ego dove s'annidano gli idoli costruiti dalle nostre mani? Quante volte ci siamo impantanati nella palude di desideri contrari allo Spirito, fino a venir meno, coi fatti più che con le parole, agli impegni del nostro Battesimo o della nostra consacrazione religiosa! Ecco: questa Parola tocca nel vivo quei desideri della carne che si oppongono decisamente all'opera santificatrice dello Spirito. E li tocca per cauterizzarli col Fuoco divino. Fino a guarirci. Perché la ferita del disprezzo di Dio si rimargini e diventi contrizione sincera nell'ascolto docile di Gesù-Parola che salva.
La preghiera quest'oggi mi deve portare ad incotrare meglio la Parola di Dio perché penetri fino nelle mie profondità liberandomi dai lacci dell'Ego: Grazie, Signore, perché ogni giorno dai l'occasione di fare verità in me stesso alla luce della Tua Parola che esige un assenso sincero, totale e perseverante. Un "sì" fedele e non edulcorato. Senza ribassi né superficialità.

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