sabato 4 ottobre 2008

XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Ancora un tema sulla vigna, quasi ad indicare che Dio aspetta un frutto da noi, dalla nostra vita! Gesù ci sorprende sempre! E ci mostra come agisce Dio Padre: come un bravo agricoltore, sa prendersi cura di ciascuno di noi con un costante impegno per farci crescere, come un contadino appassionato fa con la sua vigna. Noi siamo proprietà di Dio, apparteniamo a lui, ma ci capita spesso di farci trascinare versi altri padroni. E non vogliamo fidarci di Lui, che pure ha mandato a noi proprio Gesù come il dono più bello per portare frutto. La sorpresa sta nel fatto che Dio, nonostante i rifiuti, riesce ugualmente a portare avanti la sua azione a nostro favore: lasciamoci coltivare da Dio Padre e accogliamo Gesù sempre di più!
L’amore di Dio, si cela, dunque, dietro l’immagine di questo vignaiolo, esperto, attento, che non si risparmia nel suo lavoro, e perciò, giustamente, ne attende il frutto, un frutto che, purtroppo, non verrà, l’uomo, infatti, nel suo agire, delude le attese di Dio. Il popolo che egli ha scelto, tra gli altri popoli, come depositario della rivelazione, e primo destinatario della salvezza, si è allontanato dal suo Dio, ha deluso le sue aspettative, a somiglianza di quella vigna amata, che ha prodotto uva selvatica; tali sono, appunto, le opere dell’uomo, quando si allontana da Dio, e la Storia ne è testimone, da quel lontano tempo, quando nello splendido giardino di Eden, l’uomo tradì l’amicizia di Dio con la diffidenza, e la disobbedienza, primo peccato, simile all’inselvatichirsi di quella simbolica vigna, che avrebbe dovuto produrre solo buoni frutti.
Riflettiamo oggi se siamo operai della vigna del Signore e preghiamo così: Fa, o Padre, che rimaniamo in lui, perché possiamo portare molto frutto, offrendo al mondo carità e amore. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

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