martedì 2 dicembre 2008

DAL DESERTO ALLA VITA

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

“Sento compassione di questa folla”, sono le parole del Vangelo che troviamo in questo giorno dedicato alla memoria di san Francesco Saverio (vedi Mt 15,29-37). E' un'espressione che spesso ritorna non solo davanti ai nostri occhi, ma nel nostro cuore perché in questa espressione di Gesù abbiamo la chiave di lettura dell’incarnazione. Dio ha compassione dell’uomo, di questa folla sbandata che vaga senza meta, incapace di dare un senso alla propria vita.
Questa folla che vive il suo deserto, un deserto che spesso non fa vedere e incontrare Dio ed è facile per qualcuno dire: "ho perso la fede".
Dietro a tutto questo vi è sempre un "uomo in fuga". Questa fuga da Dio sembra che sia un bisogno perchè non vediamo quell'amore che vorremmo vedere. Quello che vediamo in Dio sembra assumere i
connotati di un tiranno geloso del proprio potere, di un giudice implacabile. Non resta che fuggire, magari negandone l’esistenza, o tentare di propiziarselo.
Ma Dio è Padre e non può restare indifferente. Lo vediamo fin dall’inizio rivestire amorevolmente l’uomo che gli ha voltato le spalle e che si allontana da Lui... e non si stanca. Tornerà sempre a prendersi cura del suo popolo oppresso dagli dei stranieri. Non si stancherà di richiamarlo perché non si autodistrugga… Finché, giunta la pienezza dei tempi, invierà il Figlio a redimerlo. Una compassione che ancor oggi ci avvolge, anche quando non ce ne accorgiamo perché troppo impegnati a rincorrere una parvenza di felicità.
L’avvento è il tempo propizio per fermare il passo e lasciarci raggiungere da questo Dio-Amore.
Preghiamo così: Perdona, Signore, se ho tenuto in poco conto la tua compassione. Apri i miei occhi perché la possa cogliere nella mia vita e, modellando su di essa il mio comportamento, sappia accorgermi del pianto dei fratelli e tergerne le lacrime.

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