mercoledì 17 dicembre 2008

LA LUCE NEL BUIO DELLA VITA

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Abbiamo ascoltato ieri la genealogia di Gesù, oggi vediamo la nascita di Gesù vista dalla parte di Giuseppe (vedi Mt 1,18-24); tenendo presente che l'intento dell'Evangelista è di dimostrare che Gesù nasce dalla stirpe di Davide.
Nel brano ci troviamo dinanzi allo sgomento che può cogliere l'uomo quando i suoi piani vengono sconvolti dall'imprevedibile azione di Dio. Chissà nella quotidianità quanti di noi si ritrova coi piani ribaltati!? Maria e Giuseppe sono fidanzati, promessi sposi. Giuseppe attende con impazienza di accogliere Maria nella sua casa. Con la sua sposa ha già fatto un grande piano: avere bambini. Purtroppo un'altro bambino deve venire alla luce e Giuseppe è l'unico a sapere che questo bambino non era suo. Ora Giuseppe, seguendo la legge, avrebbe dovuto denunciare Maria la cui sorte sarebbe stata la lapidazione. Ma Giuseppe trova la soluzione a queto turbamento, anzi la Parola del Signore si rende presente nella sua vita: "Non temere... quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo". Ma il suo cuore è un cuore accogliente. Giuseppe, infatti, è un "uomo giusto", cioè aperto alla volontà di Dio e accoglie, se pur nel buio del mistero, il messaggio dell'angelo. Per lui l'interrogarsi va ben oltre il bisogno di chiarificazione che sorgerebbe spontaneo in noi, magari accompagnato da un'ombra di rammarico. Il suo turbamento l'ha portato a cogliere in profondità qust'evento, la stessa Parola di Dio rispondere alla chiamata di Dio.
Giuseppe è per noi un insegnamento di chi vuole dare senso alla sua vita nei momenti bui e ci invita a leggere la nosra vita alla luce della Parola di Dio e a rispondere nel cammino della fede.
La Parola di oggi ci mostra nell'ombra che Dio ci ama ed è Padre, che dobbiamo coltivare la certezza che in ogni evento Dio ci rivela qualcosa del suo amore, anche dentro le sconfitte le ansie e i dolori del quotidiano. Egli dirige tutto al nostro bene ripetendoci: "Non temere!". E' l'ombra del mistero che ci avvolge ma occorre abbadonarsi alla Parola in un silenzio adorante. Qui è la grandezza di Giuseppe e troveremo, sul suo esempio, anche la nostra.
Durante la preghiera assaporiamo dentro di noi le stesse parole del Messaggero divino: "Non temere". Lasciamo che lavori nella nostra vita e ringraziamo il Signore per tutti i suoi paterni e amorosi interventi nella notra vita: Dio d'infinita tenerezza, dalle tue mani paterne accolgo ogni momento della mia vita. Ti lodo e ti benedico per le ore di luce, e ti sono ugualmente riconoscente per quelle in cui mi è difficile capire. Sono certo che tu continui a ripetermi: "Non temere, io ti amo!".




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