domenica 25 gennaio 2009

UN REGNO PER NOI

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Inizia una nuova settimana, un nuovo cammino perché la Parola di Dio possa risuonare nella nostra esistenza con più vigore. Quest'oggi la Parola di Dio ci dice come è facile inorgoglirsi, montarsi la testa. Basta essere accanto ad un VIP che non ci sembra vero e magari desideriamo l'impossibile.
Ecco più o meno ai tempi di Gesù successe la stessa cosa (cfr. Mt 20,20-28).
Oggi, nella memoria di due discepoli dell'Apostolo Paolo, santi Timoteo e Tito, Gesù cerca di spiegarci questa grandezza (vedi Lc 22,24-30). Ma non è facile neanche per i discepoli. Essi, infatti, pur stando accanto a Gesù in un momento così difficile come quello che sta vivendo, non capiscono. Non sono, infatti, attenti al Maestro ma a loro stessi, a chi tra loro è il primo, tanto che iniziano una forte discussione.
Quante volte nella nostra vita accadono cose simili perché guardiamo a noi stessi! Purtroppo è sempre triste assistere a discorsi simili, che possono trasfromarsi violenti, come allora stava diventando violento il discorso nei confronti di Gesù, senza comprenderlo nei suoi pensieri più profondi. L'orgoglio, del resto, è sempre violento perché acceca e non permette di vedere e di commuoversi. E' la continua cecità della nostra vita. Gesù lo sa e invita a perseverare nelle prove per sedere tutti a mensa con Lui.
E' la via dell'amore quella che insegna Gesù, che è diversa da quella che seguono i potenti della terra, i quali amano governare e spesso opprimere i loro sudditi. Per i discepoli non deve essere così: il più grande deve diventare il più piccolo e chi governa come colui che serve. Gesù ne offre per primo l'esempio: nel quarto Vangelo, con la narrazione della lavanda dei piedi avvenuta durante l'ultima cena, mostra come si esercita il primato tra i discepoli. Il Primato dell'amore non conosce nessun limite, neppure quello della morte.

La memoria dei santi vescovi Timoteo e Tito ci invita a pregare Dio Padre, perché la Chiesa perseveri con coraggio nell'opera missionaria ed evangelizzatrice iniziata dagli apostoli. Preghiamo così: Donaci, Signore, il coraggio della testimonianza.

Nell'aver coraggio di saper testimoniare le grandi meraviglie di Dio,
vi inserisco un aiuto particolare,
almeno per quanti usano le nuove tecnologie per comunicare l'amore di Dio con vigore e fede. Messaggio della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2009

7 commenti:

stella ha detto...

Padre ,la Chiesa dovrebbe mettere in atto il Vangelo.

Grazie!

fra Vincenzo ha detto...

In genere questi messaggi veloci mi fanno rispondere così: la Chiesa sei anche tu! Tu cosa fai? diceva un bel canto di pace...
Ciao

stella ha detto...

Caro fra Vincenzo,non è un messaggio veloce,purtroppo ho la pecca della sintesi.
Io sono cattolica e prego tanto.
Sono rimasta delusa da diversi sacerdoti che predicano bene e razzolano male.
Ho insegnato anche catechismo e per 40 anni di insegnamento ho trasmesso con l'esempio i veri valori ai miei alunni.
Tu mi conosci da poco,ti pregherei di leggere qualche mio post tra le etichette : solidarietà,amicizia,Africa e via discorrendo.
Io cosa faccio ? Aiuto i più deboli e soprattutto gli anziani in difficoltà.
Cordialmente.

fra Vincenzo ha detto...

C'è una frase carissima Stella di Gesù che torna a puntino per noi e per ogni volta che abbiamo una lamentela: "non ti curar dell'altro cosa fa, tu vieni e seguimi"

stella ha detto...

Adoro Gesù e gli parlo spesso.

Tu sapessi la mia vita...non ci crederesti e la fede mi ha sempre aiutata e anche un padre spirituale.

Buona serata con una preghiera insieme.

fra Vincenzo ha detto...

Ognuno di noi ha una sua storia, una sua vita e sempre diversa dall'altro. Ma non credo che questo ci da il diritto di dire qualcosa su qualcuno. Se abbiamo fede dobbiamo dire grazie e nel frattempo pregare perché gli altri possano camminare secondo lo spirito.
Dio ti benedica sempre

stella ha detto...

Grazie!