mercoledì 18 febbraio 2009

CHI E' GESU'?

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


"Chi è Gesù?". Questa domanda posta come titolo a questa riflessione ma, presa dal Vangelo di Marco odierno (vedi Mc 8,27-33), occupa il centro fisico della narrazione, tanto è determinante. Potremmo dire che è una domanda centrale.
Fin dagli inizi, nella Chiesa delle origini, il mistero dell'identità del Cristo ha concentrato l'attenzione dei fedeli, degli storici e dei pensatori. Anche Marco insegue nel suo vangelo l'interrogativo che lo intriga: "Chi è Gesù?" L'episodio di Cesarea di Filippi è un po' il fulcro di questa ricerca a cui Pietro sembra rispondere con chiarezza: "Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio".
Allora, come oggi, si parla molto di Gesù, sui giornali, nei dibattiti, tra amici. Chissà perché la fede è quell'argomento che emerge timidamente, quasi con vergogna, alla fine di una cena tra amici. E Gesù ci sta. Chi dice che sia, la gente? Le risposte le sappiamo: "un grand'uomo" ,"un uomo mite", "un messaggero di pace". per non dire di scoprire attraverso i libri dei giornalisti, che non sono testimonianza e tanto meno una vera e profonda conoscenza di Cristo Gesù e del suo messaggio. Ora, quanto può girare attorno alla persona di Cristo lo possiamo riconoscere come vero, ma poi ci si ferma qui. A stento accettiamo la testimonianza della comunità dei suoi discepoli: Gesù è Cristo o, addirittura, Gesù è Dio stesso. Forse per tanti abbiamo un Gesù da ammirare in quanto personaggio del passato, un Gesù di cui prendiamo quel libro chiamato Vangelo e leggerne qualche insegnamento come se fosse un'aforisma. Ma Gesù non ci sta a questo gioco e, a bruciapelo, pone oggi a ciascuno di noi ancora una volta la domanda: "Voi chi dite che io sia?", cui - nel Vangelo - segue la confessione di fede dell'apostolo Pietro: "Tu sei il Cristo". Da questo momento l'insegnamento del Signore si farà più intenso, martellante. Per ben tre volte, come riferiscono tutti e tre i sinottici, Gesù darà l'annuncio della sua passione.
Quale è il senso di questa parola di salvezza? Marco precisa che il dialogo tra Gesù e i discepoli avviene "per via". Credo che per noi è ancora così! Quello che diciamo di Gesù, lo diciamo "cammin facendo", senza presumere di poter giungere a conclusioni affrettate e definitive. Nessuno infatti può dire di aver capito perfettamente chi è Gesù Cristo, nel mistero della sua morte e risurrezione che infinitamente ci supera e ci trascende. Siamo "per via", in ricerca e in attesa. E dunque abbiamo bisogno di essere rafforzati continuamente dalla Parola del Signore. Essere suoi discepoli significa percepirsi nel dinamismo di questo continuo "tendere verso", aperti a capire di più, a vedere meglio, ad andare oltre le affermazioni teoriche, cerebrali, per professare una fede che ci coinvolga esistenzialmente. Una professione che attesti il nostro personale incontro con la persona di Cristo e non semplicemente un'idea, magari anche teologicamente esatta.
L'affermazione di fede di Pietro, a nome di tutti, appare chiara: "Tu sei il Cristo!" che significa il Messia, cioè il consacrato da Dio. E ha fatto bene Pietro a confessare la sua fede. Ma noi siamo sicuri che Gesù è il Cristo?
Forse non abbiamo la minima idea, forse come Pietro siamo di scandalo e anche dentro di noi risuona quella parola: "Va via da me, Satana! Tu non pensi come Dio, ma come gli uomini".
Siamo nel 2009 è abbiamo una fede ancora fragile, bisognosa di essere nutrita dal Vangelo. La vostra vita, purtroppo non è stata arata e scavata dal solco della croce.
Preghiamo così: Tu sei il Cristo! Fa' che sappia dare un significato personale e tangibile a questo tuo Nome. E liberami dalla presunzione di sapere già tutto di Te o di conoscere a perfezione la strada sulla quale mi condurrai. Tu che sei il Cristo, il Maestro, l'Atteso, la presenza stessa di Dio per noi. Amen.