martedì 3 febbraio 2009

MALATI DI SCLEROCARDIA

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Il vangelo di oggi parla della visita di Gesù a Nazaret e descrive la chiusura mentale della gente di Nazaret, che non volle accettarlo (vedi Mc 6,1-6).
Nella sinagoga di Nazareth, ove Gesù insegnava, vi erano molti che si stupivano di Lui, ma di uno stupore attraversato dall'incredulità fino a "scandalizzarsi" di quanto Egli veniva dicendo e compiendo. Di questo Gesù ne è dolorosamente meravigliato.
Cosa succede nella patria di Gesù? Gesù, al paese tutti lo conoscono e in questo momento lo vedono diverso. Come mai? Loro non accettano il mistero di Dio presente in Gesù, un essere umano comune come loro, conosciuto da tutti! Per poter parlare di Dio, doveva essere diverso da loro! Come si vede, non tutto andò bene per Gesù. Le persone che sarebbero dovute essere le prime ad accettare la Buona novella erano proprie quelle che facevano più fatica ad accoglierla. Il conflitto non era solo con gli estranei, ma anche e sopratutto con i propri parenti e con la gente di Nazaret. Loro si rifiutavano di credere in Gesù, perché non riuscivano a capire il mistero di Dio che avvolgeva la persona di Gesù. “Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani? Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Giuseppe, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?” Non riescono a credere in Gesù!
Nella gente di Nazareth vi è una "durezza" dell'incredulità! Gesù dice loro: "Non avete ancora fede? E' indurito il vostro cuore?". Se vogliamo approfondire esistenzialmente, bisogna che ci lasciamo interpellare a fondo: che cosa significa "indurimento del cuore". A volte proprio noi siamo i più duri di cuore malati di "sclerocardia". Siamo noi che abbiamo bisogno di conversione per annunciare la verità senza essere ingabbiati dal politicamente corretto. purtroppo in noi la "Sclerocardia" - la "durezza di cuore" -, la paralisi dell'anima, è più frequente di quanto non si creda. Nessuno ne è immuno. L'avere un certificato di "buona condotta" come cristiani non ci rende necessariamente "amanti" di Dio e conoscitori del Suo cuore. Per cui la "sclerocardia" è di tutti, anche e soprattutto di noi che ci chiamiamo cristiani.
Tuttavia siamo ben coscienti che Dio parla ad un cuore umile e amante del silenzio; ad un cuore scavato dai solchi del limite e della sofferenza.. "perché la cosa più alta che si possa intendere di Dio dista in maniera infinita da Dio" (S. Giovanni della Croce, Salita del Monte Carmelo).
La sfida è il "quotidiano" dove tutto avviene senza che, apparentemente, noi vediamo e tocchiamo la Presenza del Signore. E' qui che la tentazione coglie noi, come colse e travolse quelli di Nazareth: "Non è Costui il figlio del carpentiere (...) e le sue sorelle non sono qui sotto i nostri occhi?" Il salto indispensabile è qui: quel che vivo è usuale, dentro dimensioni che paiono smentire il divino, nella materialità di ciò che vedo con questi occhi di carne. Eppure, proprio dentro tutto questo, il Signore è una Presenza d'amore e di salvezza.
Nella nostra preghiera, sostiamo facendoci purificare il cuore. Chiediamoci se soffre di "sclerocardia".Preghiamo così: Signore, risveglia in me la fede. Rendimi saldo nel credere che Tu sei accanto sempre e che sostieni il mio voler rendere operante la fede con la carità.

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