martedì 12 maggio 2009

Mercoledì della V settimana di Pasqua

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!




Ancora una volta riascoltiamo il brano di domenica, sulla vite e i tralci (vedi Gv 15,1-8). Ancora una volta il Signore torna con le stesse parole, forse non ci rendiamo conto di quale tipo di legame abbiamo nella vita. O cosa significhi essere tralcio legato alla vite.

La nostra vita in genere si lega molto alle cose del mondo, ma siamo talmente libertini da cambiare da un momento all'altro e questo perchè non diamo senso, amore, linfa vitale alla nostra esistenza.
Noi siamo il tralcio e chi è contadino sa che per il tralcio il punto più importante è quello in cui sta unito al ceppo della vite. Ed è anche il punto più fragile. E' il più importante, perché è lì che passa la linfa; è il più fragile, perché è lì che più facilmente può essere strappato. Così è per noi.
Gesù si rivela ancora una volta come la fonte della vita, l’albero da cui viene la linfa capace di far dare frutto alla nostra vita.
Nella nostra vita vi è un punto misterioso dove passa la linfa' che è la vita stessa di Gesù, innestata in noi col battesimo. Passa, purché il tralcio che sono io, che è il mio cuore, se ne stia ben stretto alla vite, cioè a Gesù, con l'unione della mia volontà a quella del Padre, mediante una vita di fede speranza e carità alimentata dalla preghiera e dai sacramenti.
Ecco perchè Gesù ci chiede insistentemente di rimanere in Lui: cioè di fare di lui l’origine sempre viva dei nostri progetti e realizzazioni. Il verbo "rimanere" è una espressione usata spesso da Gesù, ma è anche la condizione che diventa preziosa perché vuol dire intima unione; vuol dire condivisione e partecipazione.
Se non vivo la consapevolezza di questa unione, facilmente la mia vita viene strappata via da Gesù, e cade nella vanità, nella superficialità e non senso.
Nella nostra preghiera, teniamo presente questa esperienza umana raccontataci ancora una volta. Innestiamoci in Gesù e chiediamogli di fortificarci con la sua linfa:
Signore Gesù, vite vera del Padre, che io sia un tuo tralcio vivo. Non mi inaridisca staccato da te. Dammi di fruttificare Amore restando vitalmente unito a te.

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