martedì 28 luglio 2009

29 luglio: Santa Marta

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Celebriamo oggi la festa di Santa Marta. La liturgia ci permette di scegliere uno dei due vangeli proposti, noi optiamo per il primo, quello di Luca (vedi Lc 10,38-42).
Il brano evangelico di Marta e Maria fa parte del lungo viaggio di Gesù verso Gerusalemme (9,51-19,27). E' il viaggio della decisione e come discepoli di Gesù, siamo chiamati a profonde scelte, capaci di dare un senso nuovo alla nostra vita.
Questo brano, dal punto di vista narrativo, è collocato da Luca immediatamente dopo la parabola del buon samaritano. Questa collocazione contiene già un'intenzione precisa dell'evangelista, il quale, dopo l'icona dell'amore verso il prossimo, ha voluto porre una seconda icona: quella dell'amore verso Dio. In questo modo Luca, dopo avere detto come si ama l'uomo, adesso vuole dirci come amare Dio. Infatti, il brano evangelico, è caratterizzato proprio dall’accoglienza del Signore.
Icona di questa accoglienza sono proprio due sorelle, due modi diversi che accolgono lo stesso Gesù. L’una, Marta, è preoccupata a pulire la casa e rendere accogliente l’ambiente che deve essere degno di un ospite di riguardo come Gesù, dimostrando, con quelle affettuose premure tutto il suo amore per il Signore.
Maria invece accoglie Gesù stando seduta ai suoi piedi: è interessata ad accogliere la Parola stessa di Gesù in un atteggiamento raccolto da sua discepola.
In questi due atteggiamenti diversi di Marta e Maria, abbiamo l'emblema del doppio polmone della vita cristiana: preghiera e azione. Una preghiera non può che diventare azione, come per il samaritano, e l'azione prende linfa e senso dalla preghiera, dal rapporto con Dio. Non possono esistere l'una senza l'altra, non c'è discepolato autentico senza entrambi. Il discepolo cerca nella preghiera, nella preghiera silenziosa e costante, quotidiana e autentica, l'incontro con la Parola di Dio, con Gesù.
Certo, se per noi preghiera equivale all'agitazione di Marta o per scendere nel concreto, alla lista della spesa, a cose da chiedere, etc., abbiamo poche possibilità di gioire della preghiera. Ma se preghiera è – invece - imparare ad ascoltare il suono del silenzio di Dio in noi, è tutt'altra faccenda.
Di quanta preghiera manca il nostro tempo? Di quanto ascolto della Parola di Dio? Di quanto silenzio? La voce di Dio è così soave che rischiamo di soffocarla con il nostro rumore.
Il discepolato di Marta appare chiaramente in una fase ancora embrionale: ella si sta occupando di tante cose buone, mancando il bersaglio dell'unica cosa necessaria. Cristo, infatti, non le dice che sta facendo male, ma semplicemente che c'è una cosa necessaria che lei non ha ancora colto come prioritaria. Quindi, il bene che lei sta facendo, è un bene non ancora perfezionato dal primato dell'unica cosa necessaria. In più, è chiaro che Marta ha purificato le sue opere, ma non ha purificato il suo cuore.
Dall'altro lato, Maria seduta ai piedi del Maestro afferma con forza il primato della Parola. Maria non ritiene di poter fare contemporaneamente qualche altra cosa mentre Cristo sta parlando; quella Parola è ormai divenuta per lei cibo di vita. La docilità al lasciarsi amare si presenta qui come una docilità a lasciarsi plasmare dalla Parola.
Mentre Marta non è che sbaglia, ma scende in un profondo equivoco che consiste nel voler dimostrare ospitalità, senza accogliere il dono che Dio le ha fatto in Gesù Cristo, la Parola di Dio. Per dirla ai nostri giorni, quella di Marta ci somiglia perché è u
na fede che non esce dalle chiese, che si ferma ai tre quarti d'ora di messa domenicale (e si desidera sempre meno), che non cambia i rapporti in ufficio o col vicino di casa, che non insegna a leggere la vita e cambiarla alla luce del Vangelo, è e resta fede sterile.
Maria, si solidarizza col Maestro a cammino di Gerusalemme, scoprendo un modo nuovo di fare le cose, ossia, incontrò le radici del discepolato che la rende partecipe del progetto di Dio. Si lasciò animare dalla parola che genera una società e una storia nuova.
La celebrazione odierna ci da quest'invito: "Cercate prima il Regno di Dio ed il resto vi sarà dato in sovrappiù" (cfr. 12,31).

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