lunedì 13 luglio 2009

Martedì della XV settimana del Tempo Ordinario

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!



In tutte le circostanze avverse il Signore ci domanda di avere ferma fiducia in lui, presente e operante in mezzo a noi e che certamente prepara la soluzione delle difficoltà, soluzione sempre positiva, perché disposta dal suo amore.
La Parola di Dio per noi, infatti, è sempre un insegnamento, però spesso i nostri cuori rimangono chiusi a tale amore che la Parola si fa più forte tanto da ammonirci (vedi Mt 11,20-24).
I "guai" che troviamo descritto nella pericope odierna, nello stile e nel linguaggio evangelico si contrappongono alle beatitudini. Indicano il sopraggiungere di un male imminente colpevolmente meritato. Oggi Gesù lancia i suoi rimproveri e preannuncia guai a quelle città "nelle quali aveva compiuto il maggior numero di miracoli". La sua predicazione, accompagnata da segni e miracoli, avrebbe dovuto indurre a conversione gli abitanti di quelle città, invece, non solo non si erano convertiti, ma avevano rifiutato la stessa persona di Cristo.
Il Signore però continua a passare dalla nostra città, dalla città del nostro cuore.
Sant'Agostino soleva ripetere: "ho paura del Signore che passa!". E voleva dire: ho paura che passi e io non mi accorga, e così passi invano, senza sapere se ci sarà una seconda volta.
Egli continua a passare e continua a sollecitarci alla fede con i segni e i prodigi però siamo rimasti colpevolmente nella nostra ottusa cecità.
Fermiamoci a pensare. È una gravissima responsabilità non riconoscere il tempo della visita del Signore. È venuto, ha bussato alla porta del cuore, del tempio dove sembrava tutti l'attendessero, ma nessuno gli ha aperto.
Dovremmo tremare di spavento al solo pensiero di poter scandire un diniego, di far sentire il nostro "no" al Signore. È la presunzione a guidarci nei nostri percorsi assordanti, sono le cose del mondo a distoglierci dai valori del cielo, gli abbagli delle false chimere ci oscurano la visione di Dio e non ci consentono di "vedere".
Guai a perdere gli appuntamenti di Dio! Nella vita ci sono ore critiche in cui ciò che non si fa in quel momento non lo si farà più. Il vento soffia, e quand'esso sarà caduto, la nave non potrà più uscire dal porto. Quante volte anche noi ci lamentiamo di aver perso certe occasioni decisive!!
Occorre recuperare, con l'aiuto di Dio, i sensi dell'anima; occorre elevare mente e cuore verso le cose di Dio per accorgerci di lui e non lasciarlo passare invano.

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