giovedì 27 agosto 2009

28 Agosto: Sant'Agostino

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Abbiamo appena celebrato la festa di una grande donna, di una grande mamma come Santa Monica che subito la liturgia ci fa ricordare le gesta del figlio Sant'Agostino.
Continua il discorso sulla veglia. Questa volta con la parabola delle vergini sagge e delle vergini stolte (vedi Mt 25,1-13).
E' notte! Le vergini tengono accesa una lampada e attendono l'arrivo dello sposo. Poiché lo Sposo tarda, tutte si addormentano. D'improvviso si leva un grido: "Ecco lo Sposo: andategli incontro!".
E' notte! Ma è la notte della nostra esistenza stanca della solita routine. Ed in effetti, è facile addormentarsi sulle proprie abitudini e sulle proprie sicurezze; è facile lasciarsi sopraffare dal torpore dell'amore per se stessi. Ma il Vangelo fin qui non fa nessuna distinzione, perchè tutti si addormentano. Forse però qualcuno fa sonni tranquilli altri invece sonni agitati. Questa è la notte di una vita grigia, sempre uguale, senza sprazzi di luci, senza stelle; è la notte di un egoismo diffuso che nasce dal profondo del cuore di ognuno, saggio o stolto non importa. Nel frattempo abbiamo un ritardo da parte dello Sposo. E' il ritardo di Dio, ma non come intendiamo noi nel senso che non interviene. E' il ritardo della sua misericordia che da tempo a ciascuno di noi e lo da anche a lungo. Siamo noi che spesso e volentieri diciamo: domani... aspetta... non c'è fretta... ma alla fine lo sposo arriva. Si leva un grido. Che significa?
E' il grido che sale dalle terre lontane dei paesi poveri, è il grido che viene dai popoli in guerra, è il grido degli anziani soli che invocano compagnia, è il grido dei poveri sempre più numerosi e abbandonati, è il grido di chi sprofonda nell'angoscia; ed è anche il grido del Vangelo e della predicazione domenicale. Questo tipo di grido arriva al cuore di tutti, però se non si ha la riserva d'olio, se non si ha un poco dell'energia evangelica, se non abbiamo Cristo nè risponderemo e tantomeno non sapremo far brillare la piccola ma indispensabile fiammella della speranza per chi chiede conforto, compagnia, amore, sostegno.
S. Giacomo cos' ammoniva i suoi fedeli: "Che giova, fratelli miei, se uno dice di avere la fede ma non ha le opere? Forse che quella fede può salvarlo?". E a conclusione del suo discorso affermava categoricamente: "La fede senza le opere è morta". È appunto come una lampada senz'olio. Le conseguenze del ritardo e del mancato appuntamento con lo sposo sono davvero tragiche: solo le vergini che erano pronte entrano nel banchetto nuziale, le altre si sentono dire: "In verità vi dico: non vi conosco". Il verbo "conoscere" è biblicamente densissimo e molto importante. Ecco perché quel "Non vi conosco" pronunciato dallo Sposo nei confronti delle vergini stolte, è un forte richiamo per me, per te, per tutti.
Dobbiamo riflettere sui nostri ritardi e sulle nostre sprovvedutezze, potrebbero significare per noi l'esclusione dalla festa finale che attendiamo da tutta la vita.
Preghiamo così: Signore, rendimi vigilante: non so "né il giorno né l'ora" della tua venuta. So che sarà presto. Preparami in un cuore dilatato dal tuo amore.

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