sabato 1 agosto 2009

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (B)

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Con il mese di agosto tanti di noi iniziano le loro ferie. Nei paesi ci si prepara alle sagre e feste popolari e tanti vanno in cerca di svago, qualcosa di "diverso".
Tante volte ho sentito nei giovani la ricerca di un "diverso", purtroppo non si è mai capito cosa fosse questo "diverso".
Anche la liturgia della Parola di questa domenica ha il suo "diverso". Anzitutto, ci mostra un popolo che mormora: "si stava bene, quando si stava peggio!". Ora bisogna vedere se si stava veramente bene! Ma ci sta anche un popolo che si fa delle domande, un popolo che è in ricerca di Gesù.
Cosa molto bella al vedersi, ma come ci fa capire l'evangelista Giovanni è una finta ricerca, che cerca il proprio tornaconto. Chiediamoci allora: noi cerchiamo Gesù? Siamo veramente convinti che il nostro venire in Chiesa, o il nostro pregare, anche privatamente, è una ricerca di Lui? E se fosse una ricerca di Lui, per cosa lo cerchiamo? Non possiamo andare dietro a Gesù, o ricercare Lui, solo ed esclusivamente per chiedere la grazia per il fratello o la sorella che stanno male. Dobbiamo chiedere anzitutto Lui stesso.
Da questa domenica ascolteremo in particolare Gesù che si presenta a noi come pane di vita eterna. “Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!”.
Dio si fa nostro cibo, Dio vuole incarnarsi nell’umanità anche attraverso le nostre pur insignificanti esistenze. Abbiamo bisogno di purificarci interiormente oltre che esteriormente. C'è un'accoglienza doverosa che dobbiamo avere nei confronti di Gesù e certamente non è la sporcizia di un cuore pieno di falsità. Non possiamo continuare a vivere la vita con la filosofia del tipo “prendi oggi quello che puoi perché domani non si sa”. Questo modo di fare come si lega al nostro essere cristiani?
Pensiamo per un attimo, se tutti quelli che credono in Dio lasciassero cadere le armi dalle loro mani; ci sarebbero ancora guerre sulla faccia della terra? E le nostre Eucarestie domenicali? Portano dei cambiamenti nei nostri cuori?
C’è un solo ed unico Dio, il Dio dell’amore, della donazione totale.
Dice una canzone: "Quanti amori conquistano il cielo, perle d'oro nell'immensità" è la via della santità, quella santità che è stata seminata nei nostri cuori, ma trascurata ... la canzone continua "gli spermatozoi, l'unica forza tutto ciò che hai... ma che uomo sei se non hai...il cielo
". In altre parole "se non avessi l'Amore non sono nulla, sono come un bronzo che risuona o cembalo che tintinna" (cfr. 1Cor 13,1-8). Cioè continuerei a mormorare come il popolo nel deserto.
Ci sono dei momenti nella vita in cui non è tanto importante nutrirsi di pane ma di “cielo”. Perché se è vero che il pane ci è necessario per vivere, per sostenere il nostro cammino, è ancora più vero che se non c’è una ragione per cui mangiamo, se non c’è una parola, un desiderio, un amore, che muove e orienta il nostro passo… tutto il resto perde ragione di essere.
Viviamo allora l’Eucarestia senza ipocrisia; sia il nostro Cielo: è il Sacramento del Cielo, della Vita Eterna!


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