mercoledì 24 febbraio 2010

Giovedì della I settimana di Quaresima

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Continua ancora oggi il discorso sulla preghiera (vedi Mt 7,7-12). La bellissima pagina del Vangelo di oggi ci riporta con forza alla necessità della preghiera. Chiedere, cercare, bussare – in una parola pregare -, è necessario per vedere esauditi i desideri profondi del cuore, per ricevere nella propria vita le benedizioni di Dio, i suoi doni, per poter contemplare le meraviglie del Suo amore nella nostra storia.
Chiedete e vi sarà dato: è diventato addirittura un proverbio questa ammonizione del Signore.
Riflettendo sul Padre e sulla preghiera, Gesù ci raccomanda di non cadere nell'errore dei pagani che pensano di essere ascoltati a furia di parole. No: è a un Padre che chiediamo e se nessun padre tra noi uomini – che pure siamo sempre tentati dalla parte oscura che c'è in noi – darebbe una pietra al figlio che gli chiede un pane, figuriamoci Dio dal quale deriva ogni paternità!
"Chiedete e vi sarà dato", ossia non bisogna avere dubbi circa l'esaudimento della preghiera. Del resto, come può un padre essere sordo all'invocazione dei figli? Siamo piuttosto fiduciosi quando preghiamo. La nostra preghiera spesso è prepotente, arrogante e non chiede veramente quello di cui abbiamo bisogno: lo Spirito Santo.
Noi quando diciamo "abbiamo bisogno di..." pensiamo subito al materiale. Non è questa la preghiera, anche se questo fa parte della preghiera di domanda. la preghiera presuppone un incontro da abitare e da vivere. La preghiera diceva santa Teresa d'Avila è un intimo rapporto d'amicizia.
Il cristiano è colui che vuole essere come Cristo. Nella preghiera la vita di Dio diventa la nostra vita. L'unica condizione per riceverla è volerla e chiederla.
San Giacomo scrive: "Se qualcuno manca di sapienza, la domandi a Dio che dona a tutti generosamente e senza rinfacciare, e gli sarà data. La domandi però con fede, senza esitare, perché chi esita somiglia all'onda del mare mossa e agitata dal vento, e non pensi di ricevere qualcosa dal Signore un uomo che ha l'animo oscillante e instabile in tutte le sue azioni" (Gc 1,5-8). E aggiunge: "Non avete perché non chiedete; chiedete e non ottenete perché chiedete male" (Gc 4,2-3).
Dicevo prima chiedere lo Spirito Santo. Noi che siamo suoi figli, compartecipiamo per grazia alla vita divina in Gesù. Chiedere lo Spirito Santo significa chiedere santità e sapienza, i doni più preziosi che Dio ci riserva proprio per renderci la vita più giusta e più in pace, anche in questo mondo. La confidenza quindi in Dio, che sappiamo Padre buono, informato di ogni nostra necessità prima ancora che gliela chiediamo, ci garantisce un esito buono alle nostre richieste. "Chiedete e vi sarà dato, cercate troverete, bussate e vi sarà aperto".
Il Signore ci fa passare dai bisogni che abbiamo al bisogno che siamo. Se abbiamo bisogno dei suoi doni, siamo soprattutto bisognosi di lui.

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