giovedì 18 febbraio 2010

Venerdì dopo le Ceneri

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Il tempo di quaresima è segnato da un tempo di digiuno, una pratica religiosa antica, con scopi e modalità diverse, che tende sempre a mortificare i sensi dell'uomo per affinare lo spirito e renderlo più pronto ad immergersi nel soprannaturale.
Nel Vangelo odierno abbiamo una domanda in merito suscitata dai discepoli del Battista, ma segue una risposta di Gesù che vuol portarci a comprendere che i suoi seguaci sono chiamati a raggiungere quella pienezza della gioia che sarà nel "dopo" dell'eternità (vedi Mt 9,14-15).
"Il digiuno è l'espressione del desiderio, della speranza: è come se la fame passasse in secondo piano, quando si è in attesa dell'amato, quando si veglia nella notte. Tempo in cui c'è bisogno di riscoprire il profondo desiderio di Dio, scoprire che Lui solo può soddisfare il nostro cuore inquieto, che non troverà pace finché non avremo scoperto che è solo Dio al di sopra di tutto, e finché non avremo tutto orientato a Lui come Signore unico ed esclusivo nella nostra vita" (Bruno Forte).
Nell'invito al digiuno, si cela la sollecitazione a "risvegliarci" e ad inoltrarci nel deserto, il luogo biblico degli appuntamenti di Dio, sperimentando che "non di solo pane vive l'uomo". Sì, il digiuno deve permetterci di riscoprire quella "fame" di Dio che ogni uomo si porta dentro e che nulla può tacitare. Ecco perché il digiuno è strettamente connesso con l'esigenza della conversione, che è appunto un "volgersi nuovamente verso Dio". E anche qui, prima ancora che di distacco dal peccato, si tratta di apertura all'amore. Se amo Dio, necessariamente mi sento spinto ad amare i fratelli, e il peccato non ha più presa su di me.
Lottare contro il male, contro ogni forma di egoismo e di odio, e morire a se stessi per vivere in Dio è l'itinerario ascetico che ogni discepolo di Gesù è chiamato a percorrere con umiltà e pazienza, con generosità e perseveranza. La docile sequela del divino Maestro rende i cristiani testimoni e apostoli di pace.
In questo primo venerdì di quaresima riscopriamo attraverso il digiuno e l'astinenza il profondo desiderio di Dio, per renderci conto che Lui solo può soddisfare il nostro cuore inquieto, finché non avremo tutto orientato a Lui come Signore unico ed esclusivo nella nostra vita.

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