mercoledì 31 marzo 2010

Giovedì Santo

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Siamo arrivati al giovedì Santo. Un giorno particolare che la Chiesa ricorda lodevolmente nella Liturgia con la "Messa del Crisma" al mattino e la "Messa in Coena Domini" la sera.
Il vangelo di riferimento a questo post, è quello della Messa in Coena Domini (vedi Gv 13,1-15).
Prima della festa di Pasqua, così inizia il Vangelo che ascoltiamo quasi a ricordarci e ad innestarci anche noi in quei giorni, prima della Festa di Pasqua.
L'evangelista Giovanni non fa altro che inserirci in questo triduo sacro, aprendo il racconto della passione e morte di Gesù presentando il gesto profetico della lavanda dei piedi con il quale è simboleggiata la donazione d'amore del Figlio di Dio con il servizio della sua vita, mediante l'umiliazione suprema della croce.
Giovanni non fa altro che introdurci nel mistero Eucaristico, che oggi ricordiamo la sua Istituzione solenne, come un gesto simbolico dell’amore spinto fino alla morte. L’atto in sé era, infatti, di estrema umiliazione ed era proibito imporlo al servo ebreo; Gesù, invece, lo vuole compiere liberamente nei confronti dei suoi discepoli. Il rituale della Pasqua ebraica, infatti, non prevedeva nulla di simile.
In questo contesto, Gesù sa che è giunta la sua ora. La prospettiva della morte tuttavia non lo rende incerto, anzi lo spinge ad amare fino alle estreme conseguenze quel piccolo gruppo di uomini che con tanta fatica si è radunato. Quest'amore se inizialmente è simboleggiato in gesti semplici, usando le cose più comuni che si trovano in tutte le tavole imbandite, Gesù lo mostra, più che con le parole, con un gesto che nessuno si aspettava: si inginocchia davanti a ognuno dei Dodici e lava loro i piedi. il chinarsi in genere è segno di umiltà, in questo caso è amore; non è una questione di virtù, è un problema d'amore. E' un gesto che mostra l'infinito bisogno di dolcezza, di intimità e di consolazione che abbiamo e che solo il Signore ci può dare. E' un gesto eccessivo, ma è così la tenerezza di Gesù e in ultima analisi, l'amore non risulta mai eccessivo, in quanto amore. Lo aveva intuito Maria che aveva lavato i piedi a Gesù con l'unguento e li aveva poi asciugati con i suoi capelli e coperti di baci. Gesù sta davanti ai suoi come uno che serve, come uno che lava i piedi, che compie un "gesto eccessivo" d'amore.
Anche noi siamo invitati a fare e vivere questo gesto d'amore. Forse non siamo ancora pronti. Ma è l'amore donato che va ridonato.
Buon giovedì santo a tutti voi!

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