mercoledì 24 marzo 2010

25 Marzo: Annunciazione del Signore

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Siamo nel bel mezzo meglio, quasi al termine della Quaresima che la Liturgia ci fa ricordare il mistero dell'Annunciazione del Signore e ciò può apparire strano. Va tuttavia notato che il mistero dell'Incarnazione del Verbo eterno di Dio è finalizzato al mistero pasquale, il mistero (progetto) di Cristo.
Il vangelo del giorno ci riporta in quel luogo di umiltà, in quel luogo di cui viene detto: "Può venire qualcosa di buono da Nazaret?" (Gv 1,46), in quel luogo ove la Vergine Maria ricevette il lieto evento di grazia (vedi Lc 1,26-38), dove Dio sceglie ciò che non ha appariscienza, ciò che è umile e disprezzato dagli uomini. E' il meraviglioso incontro tra il divino e l'umano, tra il tempo e l'eternità. E' il Signore che si incarna in Maria. E' Dio che sceglie, come Madre del proprio Figlio, una fanciulla ebrea, a Nazaret in Galilea. Dio entra con discrezione nella quotidianità di una giovane donna di Nazaret, Maria, le rivela il suo progetto, le chiede di lasciarsene coinvolgere e attende un "sì", come respiro d'amore corrisposto. Ecco qual è lo stile di Dio nel mistero dell'incarnazione, in cui ciascuno di noi è a sua volta coinvolto: c'è un'iniziativa sì ma rispettosa, una chiamata certamente, ma all'insegna della più totale libertà, e infine l'attesa del consenso.
Il mistero dell'incarnazione è definito il grande segno dato da Dio agli uomini e l'inizio del grande sacrificio, quello per cui Gesù dice al Padre: "Ecco, io vengo a fare la tua volontà".
In queste parole possiamo cogliere la totale offerta di Gesù al Padre per noi, ed anche il coinvolgimento pieno di Maria, che al termine del colloquio con l'angelo dà il suo sì con una espressione molto eloquente.
Rileggere questa pagina del Vangelo è un cominciare a fare come Maria, ad essere come Maria. L'annuncio in Maria è un ascolto che accoglie e genera. Così realizza in se stessa il mistero della fede, accettando Dio così com'è. Così deve essere la nostra vita: un accogliere e donare Dio.
Preghiamo illuminati dalla forza dello Spirito Santo perché si attualizzi in noi il proprio "si" nella vita di tutti i giorni e di saperlo generare.

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