venerdì 2 aprile 2010

Venerdì Santo

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Abbiamo celebrato i riti del giovedì santo: ogni paese l'ha voluto ricordare anche secondo tradizioni locali. Tutti però uniti in quel mistero d'amore racchiuso nell'Eucarestia.
Oggi la comunità cristiana non celebra l’Eucaristia perché il clima di festa non si addice all’evento che riempie il suo ricordo e motiva il suo digiuno (cfr. Mc 2,19-20): la morte del suo Signore e Sposo. L’azione liturgica è dominata dalla croce; manifestazione luminosa dell’amore divino spinto alla follia, la croce lascia spazio solo al silenzio e alla contemplazione.
La liturgia del Venerdì Santo ci riporta a rivivere silenziosamente e in meditazione la morte di Gesù. C'è un silenzio che scende. E' il silenzio di Gesù, uno degli aspetti che caratterizza la Passione (Pilato disse a Gesù: «Di dove sei tu?». Ma Gesù non gli diede risposta).
Il tacere di Gesù sembra essere innanzitutto protesta: protesta contro una accusa, un arresto assolutamente ingiusto; e quindi diventa anche denuncia, mette in evidenza la malafede di chi lo arresta, lo accusa, lo tortura, lo uccide.
Il silenzio di Gesù è il silenzio che condivide. Infatti, la manifestazione massima dell'amore di Dio è quindi la sua disponibilità a condividere, nel Figlio, la sofferenza dell'uomo. Nel cuore di Gesù ci sta questa sofferenza piena d'amore!
Questo è anche il giorno in cui al “tutto è compiuto” di Dio in Cristo corrisponde il nostro “volgere lo sguardo a Colui che hanno trafitto”.
Infatti, il gesto dell’adorazione della croce diventa significativa risposta al dono immeritato, e avveramento della parola profetica: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto!» (Zc 12,10; Gv 19,37). Gesto di fede e di amore, riconoscimento della regalità salvifica di Cristo e della speranza nata dalla croce; gesto di penitenza, ma anche di impegno a vivere nell’obbedienza a Dio e a promuovere con tutte le forze la verità e l’amore.
In questo giorno dove siamo chiamati a vivere in penitenza nel segno del digiuno e dell'astinenza, sostiamo in silenziosa contemplazione dinanzi al Crocifisso, lasciando che Lui ci parli.
O croce santa, che hai accolto il mio Signore e sei stata per lui trono ed altare, che io non passi indifferente dinanzi a te, ma accolga il tuo richiamo a diventare anch'io dono d'amore.

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