venerdì 14 maggio 2010

Sabato della VI settimana di Pasqua

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!



In questo brano evangelico il Signore insegna ai suoi discepoli a pregare. Ma non lo fa con un insegnamento teorico, ma più semplicemente offrendo se stesso come esempio (vedi Gv 16,23-28).
L’oggetto di qualunque domanda al Padre dev’essere sempre collegato a Gesù, vale a dire, al suo amore e al suo impegno di dare la vita per l’uomo (Gv 10,10). La preghiera rivolta al Padre nel nome di Gesù, in unione a Lui (Gv 14,13; 16,23), è esaudita.
Uno degli aspetti più importanti della vita cristiana,ma allo stesso tempo, uno degli aspetti più fraintesi, è la preghiera. Come è vero che la preghiera è uno degli aspetti più importanti della vita cristiana, è altrettanto vero che è estremamente facile sbagliare grandemente in questo campo. Un errore è quello di non pregare abbastanza. È molto facile credere di non avere tempo di pregare. Questo è un ragionamento sbagliato, perché alla base di questa convinzione c'è il pensiero che non abbiamo veramente bisogno di Dio. Si tutti possiamo dire di pregare e anche tanto. Ma chi può dire di pregare in maniera esatta?
Nel vangelo Gesù dice che bisogna pregare "nel suo nome". Pregare nel "suo nome" significa nella potenza della Sua persona (come dice la lettera agli Ebrei 7,25, Egli è sempre vivo a intercedere per noi presso il Padre) che, in forza del suo mistero pasquale e del suo "rimanere con noi" vive ed opera dentro chi pienamente lo accoglie. Egli dunque non vuole che il nostro pregare sia qualcosa di artificioso, uno sforzo volontaristico, una consegna a Lui come a un ambasciatore del padre. Ma significa anche "sia fatta non la mia ma la Tua volontà.
"Chiedere nel nome" è potersi rivolgere a Dio con fiducia, umiltà chiamandolo "Abbà-Padre" come lo Spirito ci suggerisce. È sentirsi sotto la sua mano potente che ci sorregge e ci guida. È la certezza che "se Dio è per noi chi sarà contro di noi?". Ogni possibile desiderio è come assorbito e infinitamente superato dall'incredibile risposta di Dio. Non c'è che da adorare lasciando che lo stupore, la riconoscenza, la gioia trabocchino in noi e si effondano su quanti ci avvicinano.
Sia la nostra preghiera un assaporare riconoscenti, la gioia di essere uniti a Lui.


per approfondire il tema della preghiera


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