sabato 31 luglio 2010

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


La lettura evangelica odierna i porta a riflettere su uno stile di vita di tutti i giorni che viviamo: la cupidigia. Oggi la Parola di Dio, a tal proposito ci dice: “Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché la vita di un uomo non dipende dai suoi beni”. E “arricchitevi davanti a Dio!”.
Il monito di Gesù sono parole su cui riflettere non solo oggi, ma sempre, perchè sono parole che liberano il cuore dell'uomo da ogni ipocrisia. Infatti, Cristo opera in maniera radicale liberando il cuore dell’uomo da ciò che lo divide e allontana dal fratello, dalla sorella, da tutti. Cristo libera l’uomo dalle sue maschere, dalla sua ipocrisia.
La prima maschera che l’uomo indossa tende a cancellare l’identità di un figlio che, come fa suo Padre, ama e si dona. Se non sei figlio non sei neppure fratello, sorella, madre, padre e di conseguenza ti chiudi al prossimo; ti identifichi in ciò che possiedi. Il tuo datore di vita diviene solo la cupidigia (vedi catechismo chiesa cattolica) cancellando la tua vera natura. Se colui che ti ha dato la vita è ciò che possiedi, Dio non è più tuo Padre ed il prossimo non è più tuo fratello anzi diventa tuo contendente, tuo nemico.
A guardarci intorno oggi sembra che questa pagina evangelica sia stata scritta proprio per noi che viviamo questo secolo. Sarebbe il caso di rileggerla con calma riflettendo su ogni parola che incontriamo per poter vivere meglio la nostra vita. Viverla nei nostri quotidiani questa parola e non delegarla.
La Parola di Dio è dono di Dio per tutti che ci invita a fare un passaggio, una Pasqua da vivere in ogni giorno e ambito della nostra vita.


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