sabato 21 agosto 2010

XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Siamo alla XXI domenica della nostra ferialità e il Vangelo preso dalle pagine di san Luca ci vuole indicare una porta stretta per essere felici.
Lungi da me! Diremmo al pensare una porta stretta per vivere felici. Già la vita ci sta stretta perché piena delle sue preoccupazioni, ci manca che anche Gesù ci dica e ci indirizzi di passare per la porta stretta. Lungi da me!!!
Eppure cari amici è questa l'unica indicazione verso la felicità eterna. Non è essere dei pii cristiani, che puntualmente andiamo a Messa, che "a spatatrac" gridiamo (o scriviamo online): I love Jesus o chissà a quale ceto religioso bisogna appartenere per essere felici. Niente di tutto questo.
Nel Vangelo ci sta una domanda che dobbiamo porci e darci delle risposte: "Signore, sono pochi coloro che sono salvati?". Possiamo notare che Gesù non risponde a questa domanda ma lo fa solo per provocare la nostra responsabilità, perché facciamo una scelta precisa che apre la porta alla felicità: una felicità piena d'amore, di libertà. Tutto questo non è una utopia, ma è una esperienza già possibile oggi.
Già abbiamo ascoltato altre volte sul senso della fede. Avere fede significa essere cristiani coraggiosi. Ancora oggi si ripete il monito: per chi ha il coraggio di una scelta certamente sconcertante, perché è l'opposto della logica ritenuta vincente dalla normale mentalità dell'uomo, passare per la porta stretta è possibile.
La proposta del Vangelo è sconcertante, perché scardina tutte le sicurezze e le certezze su cui l'uomo pensa di poter fondare la ricerca di felicità, che sono la ricchezza, il potere raggiunto in qualsiasi modo, la bellezza del corpo esibita, il sesso fine a se stesso e pure l'ipocrisia che maschera la fragilità etica di ogni uomo con la materiale osservanza della legge o l'autoassoluzione prepotente che distrugge la radice più profonda del senso morale naturale.
Gesù invita a passare per la porta stretta perché Lui l'ha varcato: si può attraversarla solo se non si è appesantiti da carichi inutili, da spropositate ricchezze, da maschere di potere, da potenti e inutili macchine.
La porta stretta è la porta del suo corpo umano che porta in sé il suo esistere come Dio. Tu guardi Gesù e lo ami. Se poi credi che Lui è figlio di Dio, quella porta, la porta del suo essere uomo, si apre e tu entri nel mistero eterno. Se invece tu pensi Gesù come un Maestro, come un profeta, come un uomo straordinario e basta, quella porta si chiude e tu non passi nel mistero, rimani nei confini limitati del tempo.
Gesù è morto in croce. E la croce fa paura a tutti. Ma quella croce per noi è stata come una porta nel cielo, come una scala. Perché la croce è la chiave della vita. Se tu ami fino a morire di amore, vivi. Se tu ami poco, non vivi né ora né mai, vivacchi e non sarai mai del tutto contento, perché tutte le tue cose finiscono subito, non durano in eterno. Gesù è la porta che conduce alla Vita, non dimentichiamolo!


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