lunedì 1 novembre 2010

2 novembre COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Abbiamo appena celebrato la solennità di tutti i Santi che subito la liturgia, stando in tema, ci invita a volgere lo sguardo verso i Defunti. In genere lo facciamo come pia devozione nelle circostanze singolari e limitate.
In questo giorno caro onoriamo i nostri cari defunti, di solito singolarmente per mezzo di preghiere, Messe di suffragio e altre pie pratiche a loro dedicate come il pellegrinaggio e la visita al cimitero, per i quali oggi, però, la Chiesa ci invita a pregare tutti insieme indistintamente offrendoci oltretutto la possibilità di avere un occhio di riguardo anche per le anime di tutti coloro dei quali su questa terra si è perduta la memoria, per i defunti trascurati e dimenticati perché costretti in vita alla solitudine e all'emarginazione, come pure per tutti coloro di cui si sono perse le tracce in occasioni di calamità naturali o in conseguenza della guerra.
Oggi la liturgia presenta tre formulari per la S. Messa; per la nostra riflessione scegliamo il primo, ove troviamo l'evangelista Giovanni con il suo monito: "Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno" (vedi Gv 6,37-40).
Siamo di fronte al mistero della morte. Forse mistero un po' teorico e fastidioso per tanti che non accolgono questo mistero, sopratutto coloro che si son ritrovati soli dopo una vita fatta di abitudini consolidate.
Chissà cosa pensiamo della morte! In questo nostro tempo schizofrenico ci ritroviamo davanti a un bivio: i fatti di cronaca, di stragi apprese mentre la tv era accesa e dall'altra una tradizione celtica, Halloween che tenta di esorcizzare la morte mettendola sul ridere. Ma proviamo a ridere davanti ad una giovane moglie che ha perso il marito in guerra o ad una mamma che ha perso il suo figlio... penso che non ci sia niente da ridere o esorcizzare. Le persone che perdono i propri cari prendono sul serio il mistero della morte.
Ricordo che fin da bambino riflettevo su questo mistero e penso che, l'atteggiamento da persone adulte e serie, è quello di una ricerca più approfondita del mistero della vita di ciascuno.
Anche l'evangelista Giovanni ha fatto la sua ricerca approfondita ed ha colto che il punto di vista fondamentale su Gesù e la sua missione è che il Verbo fatto carne viene mandato dal Padre nel mondo a darci la vita e a salvare ciò che era perduto.
Ogni persona agli occhi di Dio è "preziosa" "come la pupilla dell'occhio", come una perla di inestimabile valore. Non può lasciarla perdere Colui che ha pagato con la vita il suo riscatto.
Dio vuole la salvezza completa e perfetta di tutte le persone affidate a suo Figlio. Questa salvezza ci è data attraverso la risurrezione finale. Le parole di Gesù: "E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell'ultimo giorno" ci fanno capire che Gesù salva tutti donando la vita eterna, la vita stessa di Dio. E questo dono della vita eterna è legato a una condizione: contemplare il Figlio di Dio e credere in lui. Si tratta dello sguardo contemplativo di una fede profonda che orienta tutta l'esistenza verso la persona di Gesù.
Gesù è Dio che realizza il desiderio più profondo dell'uomo: vivere sempre. Egli appaga questo desiderio vitale dell'uomo a condizione che egli creda, non solo a parole ma con la vita vissuta, che Gesù è il Figlio di Dio.

O Padre, che in questo sacramento pasquale ci hai uniti al tuo Figlio, vincitore del peccato e della morte, fa’ che i nostri fratelli defunti, liberi da ogni colpa, partecipino alla gloria del Signore risorto, che vive e regna nei secoli dei secoli.
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