sabato 10 luglio 2010

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Un brano evangelico sempre commentato quello di questa Domenica. Un brano da tenere sott'occhio sopratutto in questa calda estate che fa perdere non solo l'orientamento fisico ma anche quello spirituale.C'è nella nostra vita qualcosa da ereditare, che certamente non è del denaro (al di la di un diritto familiare) ma qualcosa di più prezioso: la vita eterna.E' desiderio profondo dell'uomo la vita eterna. Nel Vangelo ne abbiamo la testimonianza, ma anche andando a sfogliare le pagine della Bibbia troviamo il sapiente che esprime questo desiderio: “Come una cerva anela ai corsi delle acque così l’anima mia anela a Te, o Dio. L’anima mia ha sete di Dio, del Dio Vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio?” (sal 41) e poi “O Dio, tu sei il mio Dio, dall’aurora ti cerco, di te ha sete l’anima mia, a te anela la mia carne, come terra deserta, arida, senz’acqua” (Sal 63,2).
Il salmo afferma l’umano desiderio di Dio. Vita (nefesh, anima) e fragilità (carne, basar) si danno la mano per incamminarsi verso Dio. Ma non sempre è facile capire questo desiderio o meglio, realizzarlo nella quotidianità, quella quotidianità che spesso ci sfugge perché attaccati ai nostri bisogni, alle nostre esigenze, al nostro egoismo. Ecco perché Gesù in questa Domenica ci presenta una parabola.
Questa parabola possiamo comprenderla solo se si tiene conto della domanda alla quale con essa Gesù intendeva rispondere: "Chi è il mio prossimo?
Nell'ambiente giudaico del tempo si discuteva su chi doveva essere considerato, per un israelita, il proprio prossimo. Si arrivava in genere a comprendere, nella categoria di prossimo, tutti i connazionali e i proseliti, cioè i gentili che avevano aderito al giudaismo. Con la scelta dei personaggi (un Samaritano che soccorre un giudeo!) Gesù viene a dire che la categoria di prossimo è universale, non particolare. Ha per orizzonte l'uomo, non la cerchia familiare, etnica, o religiosa. Prossimo è anche il nemico! Si sa infatti che i giudei infatti "non mantenevano buone relazioni con i samaritani!" (cfr. Gv 4, 9).
Gesù però non vuole sottolineare il discorso di un amore universale, ma sopratutto di un amore concreto e fattivo.Per arrivare ad un amore concreto e fattivo non dimentichiamo che Gesù sottolinea ben due volte al dottore della legge: “Agisci seguendo il comandamento principale e meriterai la vita eterna!”.


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domenica 4 luglio 2010

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


E' la domenica della missione. L'evangelista Luca quest'oggi vuole sottolineare per noi questo compito particolare di tutti i battezzati che formano la Chiesa. Infatti, non ci si fa da sé discepoli di Gesù. Si ricevono da lui la missione e la grazia necessaria per compierla. Il vangelo odierno è il seguito di quello che abbiamo meditato domenica scorsa. Come domenica scorsa il tema è quello delle persone che seguono gli insegnamenti di Gesù. Seguire gli insegnamenti, metterli in pratica non è semplice, abbiamo continuamente bisogno del Suo aiuto e di riascoltare la Sua Parola, per conoscerlo meglio. Non solo, bisogna domandare questo dono!!!
Nel brano odierno accade qualcosa di diverso Gesù stesso nomina, sceglie settantadue tra i discepoli e li manda nei villaggi che man mano incontravano. Si è mandati. Vi è dunque un doppio compito: ascoltare Dio per ricevere da lui la nostra missione particolare (e ciò attraverso il ministero della Chiesa, nella maggior parte dei casi) e pregare, pregare senza sosta, perché Dio mandi operai nella sua messe. "Dio ha un sogno: svelare ad ogni uomo il tesoro nascosto nel campo, far scoprire ad ogni persona la propria dignità, il proprio carisma da mettere a servizio del Regno, manifestarsi ad ognuno come il Dio della misericordia e della consolazione. Ma Dio non vuole salvare il mondo senza di noi, non ci tratta come burattini, vuole, desidera, chiede al nuovo Israele, ai settantadue discepoli protagonisti del Vangelo di oggi, a noi, di diventare discepoli, narratori di Dio. Senza fanatismi, senza scorciatoie o nostalgie, ricercando una piena e matura umanità, il Signore ci chiede di costruire la Chiesa" (P. Curtaz).

Chiediamo in questa domenica della ferialità della vita, dell'estate la grazia di essere discepoli e di essere inviati da Lui.


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