domenica 14 agosto 2011

XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!




E' la Domenica della fede. In questo periodo di calura estiva, un periodo in cui cerchiamo del riposo dal lavoro, uno staccare la spina mentre il caldo si fa sentire una donna grida pietà!

Ci troviamo nell'attuale Libano, nelle città fenicie, marinare, mercantili; città floride, ricche ma segnate da tanto egoismo e ingiustizia verso i poveri.

In questo luogo, così come leggiamo, Gesù non può operare miracoli, prodigi. Egli è per la casa di israele e non per i pagani. L'appellativo di "cani", nella tradizione biblica, ripresa dai testi giudaici, si allude agli avversari, ai peccatori e ai popoli pagani idolatri.

Il Vangelo oggi ci offre l'opportunità della fiducia in Dio che libera da ogni egoismo. La riflessione biblica, infatti, verte sulla salvezza donata da Cristo in maniera universale. Però non bisogna fare di questo un sincretismo indifferenziato che potrebbe condurre a svalorizzare la stessa salvezza di Cristo. Il cammino di tutta la Chiesa è di un'apertura piena di simpatia e fiducia verso l'umanità credente e non credente, abbandonando ogni forma di grettezza.

La fede della donna, la fede di ciascun cristiano dispone a sentirsi solidale con tutti, con chi è nel bisogno: colore, razza, lingua, partito, religione, ideologia e questo solo per vivere il Vangelo dell'amore.

Ci aiuti in questo la Vergine del bell'Amore, che per la sua intercessione possiamo seguire ciò che è vero e giusto ai Suoi occhi e giungere alla fonte dell'eterna bellezza e del santo amore!






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* foto di Don Mauro Manzoni

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