sabato 24 dicembre 2011

NATALE DEL SIGNORE - MESSA DEL GIORNO

Un caro saluto a voi che leggete quanto scrivo!

Celebriamo il Natale del Signore. La liturgia ci fa celebrare tre momenti per questa ricorrenza: la Messa della notte, la Messa dell'aurora e la Messa del giorno. Tutti e tre però contengono un solo grido: OGGI E' NATO PER NOI IL SALVATORE! Sì, ancora oggi nel XXI secolo gridiamo così. Ma non è l'oggi del 25 dicembre è l'oggi di ieri, di oggi, di sempre che ci fa fare il cammino "da principio". Perchè tutto ruota attorno a lui, al Verbo del Padre.
Qui facciamo un piccolo pensiero per il Vangelo della Messa del giorno.
E' l'Evangelista Giovanni che raccoglie per noi l'evento, ovviamente a modo suo. Egli ci riporta al "Principio" dove il Verbo, cioè il Logos, che è eterno, luminoso e beato, si immerge nella miseria umana e con essa vive, per riportarla al suo splendore originario (G. Pisano o.p.). Con le sue parole, l'Evangelista Giovanni non fa altro che ricondurci all'inizio dell'esistere, a quella vita che si comunica e si espande.
Il primo capitolo di Giovanni non è solo il principio del Verbo, ma è anche il principio dell'umanità. Una umanità che si divide in due. Un anticipo del ministero pubblico di Gesù quando il suo uditorio si spacca in due: chi lo accoglie e chi lo rifiuta.
Il mistero del Natale però se è accolto in sincerità di cuore ci dona quel potere di figli di Dio così come ci dice l'Evangelista. Ma chiediamoci. Perchè tanta attesa se poi lo rifiutiamo? Eppure nel cuore di ogni uomo e donna ci sta quella nostalgia di pace, nostalgia di amore.
In questi periodo Natalizio, tutta la Parola di Dio ci parla di quella semplicità e umanità racchiusa nel Bambinello di Betlemme. Il dialogo di Dio con noi, continua. L'umanità, ogni credente, dovrà dare una risposta. Quale? Sta a ciascuno di noi, con le proprie capacità, darla. Non dipende da altri, ma da se stessi, dal proprio cuore, un cuore sincero capace di accogliere chiunque, di amare. Gesù viene a salvarci perché «oggi è nato per noi il Salvatore»: non altri, ma Lui, il Salvatore.
Ed è Natale se il nostro cuore si apre all'amore, alla speranza, alla gioia.
È Natale se il nostro cuore si apre al nostro fratello e sorella, al nostro vicino di casa, al povero che ci vive accanto.
Potremo sperimentare «la grazia di Dio apportatrice di salvezza» (Tt 2, 11) se Cristo nasce veramente nella nostra vita, in questo Natale. Il "Principio" cui richiama l'Evangelista Giovanni è il vissuto del Natale, dell'Incarnazione. Non della neve, delle luci, delle campane a festa ma quella di un cuore che ama sempre!
Santo Natale di cuore a tutti voi!


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