sabato 13 ottobre 2012

XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

La Liturgia di questa XXVIII Domenica del tempo Ordinario ci presenta una bella pagina di sequela aperta in tutti i contesti. Il desiderio più grande dell'uomo è la vita eterna. 
In questo desiderio, si aprono due orizzonti: quello umano e quello divino.
In quello umano abbiamo un viaggio all'interno di se. Alla riscoperta di se stessi. Quello divino è conseguenziale: capacità di rispondere all'invito di sequela, all'amore di Dio che ci ha chiamati fin dal grembo materno (cfr. Is 49, 1-6).
Non si tratta allora di un pio sì. C'è qualcosa di più profondo da esaminare. Già altrove Gesù disse: se qualcuno vuol costruire... si siede per esaminare se può farcela (cfr. Lc 14,28-35).
Chissà se nel contesto in cui viviamo ci sediamo per calcolare se ce la possiamo fare. Spesso la vita si avvolge di un alone di mistero e allora guardiamo facilmente le nostre comodità, i nostri beni e non ascoltiamo nient'altro che noi stessi (anche questa è ricchezza!). Qui quale è la risposta, da parte di Gesù? "Quanto è difficile per coloro che hanno ricchezze, entrare nel Regno di Dio!". 
Di conseguenza qui nascono i vari commenti mondani possibili. Il Regno di Dio è aperto a tutti. Non è un elite. Non ci sta l'esclusiva. Ognuno a qualunque stato di vita appartenga può seguire Gesù!
Certo la vita non sarà rosea. Gesù non lo promette, anzi avverte che chi segue lui non cammina su un tappeto di petali di rosa e tantomeno avrà una vita facile.
La parte finale del Vangelo è chiara. Non possiamo affidarci semplicemente alle nostre forze, c'è bisogno di maggior fiducia in Lui.
Questo lineamento penso che molti di noi l'abbiamo capito ma preferiamo le proprie sicurezze che una vita insicura. Però dimentichiamo che in questa vita insicura, ci viene offerto un bene che non ha paragoni con nessuna sicurezza: "l'amore di Cristo che supera ogni conoscenza, perchè siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio" (Ef 3,19).
Il Cristiano è colui che per guadagnare Cristo, deve reputare il resto spazzatura (cfr. Fil 3,8-10). "Chi fa entrare Cristo, non perde nulla, nulla assolutamente nulla di ciò che rende la vita libera, bella e grande. No! solo in quest'amicizia si spalancano le porte della vita. Solo in quest'amicizia si dischiudono realmente le grandi potenzialità della condizione umana. Solo in quest'amicizia noi sperimentiamo ciò che è bello e ciò che libera" (Benedetto XVI). Ma non tutti comprendiamo. Per fortuna Dio continua a lavorare per noi, per il nostro bene. Come fa non lo sappiamo, ma la certezza che tutto a Lui è possibile è la speranza, quel lume acceso da seguire!
Abbiamo iniziato da qualche giorno l'anno della fede. Rivediamo la nostra fede a partire dal Battesimo ed esaminiamoci se stiamo veramente seguendo Gesù o noi stessi! Se siamo testimoni reali dell'Amore di Cristo!

Buona domenica nel Signore a tutti voi!

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