sabato 25 maggio 2013

SANTISSIMA TRINITA' (ANNO C)

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Domenica della Santissima Trinità, domenica dei Tre. Però, pensiamoci un istante, ogni domenica, ogni Celebrazione è della Santissima Trinità. Perché? Perché sempre tutto ci coinvolge nel Suo disegno di amore. 
Questa domenica ascoltiamo ancora le parole di Gesù prese dal vangelo di Giovanni, da quella sezione che gli esegeti chiamano il libro della rivelazione (Gv 13,1-17,26). 
C'è una profonda intimità tra Gesù, il Padre e lo Spirito Santo che l'Evangelista ci fa cogliere in movimento, lo stesso movimento che viene trasmesso ai discepoli, a ciascuno di noi chiamati da Gesù: amici.
In quest'intimità amicale, Gesù promette il dono dello Spirito Santo che accompagnerà, quanti lo desiderano, nell'accogliere il mistero della sua Persona. 
La parola "Mistero" non significa, come comunemente si pensa, "qualcosa che non si capisce", che difficilmente può avere senso per noi, ma piuttosto la realtà salvifica che Dio liberamente rivela, come ci ricorda il Concilio Vaticano II (cfr. DV 2). Così pensando noi siamo ancora prigionieri dell’immagine distorta che di Dio fornisce il serpente: un Dio geloso che vorrebbe precluderci la via della conoscenza (cfr. Gen 3,4-5).
Dio invece vuole darsi a conoscere: tutta la Bibbia ne è testimonianza.
I santi e i mistici non si sono mai fatto scrupolo e non hanno mai avuto timore di cercare di capire il mistero della Trinità; Sant'Agostino che pure afferma: "se lo comprendessi, non sarebbe Dio" (cfr. Sermones 52,6,16), dedica a questo tema una delle sue opere più belle, il De Trinitate.

Quindi, accogliere il mistero della sua Persona significa fare esperienza di piena comunione con Dio. La beata Elisabetta della Trinità, imparò la lezione dell'amore ai Tre e insieme le leggi della corrispondenza a tale amore. Silenzio e raccoglimento, contemplazione illuminata del mistero Trinitario, docilità generosa alle minime ispirazione, fedeltà incondizionata alla volontà di Dio nella sua vocazione carmelitana... la formarono ad una vita di dedizione che in breve raggiunse l'alta perfezione.
Anche nel Vangelo, i discepoli sono invitati a crescere nell'amore verso il Maestro che si offre totalmente a loro. 
Attenzione però. Con Dio non ci sta il do ut des. L'impegno alla fedeltà non è scambio, acquisto o risposta ai nostri sacrifici, ma solo Amore riversato nei nostri cuori... gratuitamente.
Celebrare la festa della Trinità è celebrare l'amore di Dio per noi. Un Dio che è Padre creatore, che è Figlio redentore, che è Spirito Santo che ci guida alla verità di Dio e che ci farà conoscere Gesù stesso, ci aiuterà cioè a capire ogni giorno la volontà di Dio e a dare la risposta adeguata per essere testimoni credibili dell'Amore.

Buona Domenica a tutti voi!


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