sabato 26 aprile 2014

II DOMENICA DI PASQUA o della Divina Misericordia (ANNO A)

«Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!».Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!
 
Domenica in Albis o "dello stesso giorno". Sì, dello stesso giorno perché anche questa Domenica ci ritroviamo nel pieno mistero pasquale.
Il Vangelo di questa domenica ci trova paurosi, serrati in casa, tra le nostre cose. Quanto avevamo più caro, è morto e con lui ogni speranza. La nostalgia però tiene uniti, come il popolo in esilio, che, pensando a Gerusalemme finalmente, dopo lunga attesa, possono "salire al Tempio" (Sal 121).
I discepoli però non si aspettavano di rivedere Gesù e tantomeno rivedere le ferite della passione. Il Risorto, ricordiamo, che si mostra ai suoi discepoli con le mani e i piedi segnati dalla trafittura, la carne umana ferita. L’incarnazione ha dato a Dio l’esperienza della sofferenza, del patire e del morire. Adesso il Risorto va incontrato nella carne dei sofferenti, toccato nei corpi delle vittime del male. Forse può restare qualche dubbio, come il dubbio di Tommaso. Il Cristo Risorto, però, non è uno spirito o un fantasma come pure, il cristianesimo non è un’alienazione o uno spiritualismo quando prende sul serio il dolore del mondo, quando confessa il Risorto mentre cura il bisognoso, quando discerne il Risorto mentre tocca la carne piagata e ferita dell’uomo.
Quel mettere il dito sulla piaga, sul segno dei chiodi... è quel toccare la carne umana ferita per confessare il Risorto, questo incontro del mistero del Risorto con l’enigma del male, rende la fede una ricerca umile.
Nell'entrare a porte chiuse Gesù donando lo shalom, non fa altro che partecipare ai discepoli l'essenza centrale (kerygma) del cristianesimo. La morte è vinta, la morte in croce ha dato senso alla sua vita terrena; la resurrezione di Cristo dà ora senso alla vita ed alla morte di tutti gli uomini, è certezza concreta e speranza per tutti i discepoli.
In questa domenica della Divina Misericordia, scende ancora una volta lo Shalom del Risorto per guardare "diversamente anche a quelle pagine della nostra storia che vorremmo dimenticare e che non riusciamo a benedire. Gesù c'inviterà a ricordarcele e a rileggerle con Lui. Allora capiremo il senso della nostra vita. Esperienza che faremo quando risusciteremo, ma che possiamo già cominciare a fare ora, con l'aiuto dell'ascolto e della preghiera" (Paul Devreux).
Siamo quindi invitati, ogni giorno, a prendere coscienza di poter incontrare il Signore risorto, se lasciamo che la nostra vita sia adesione totale al Vangelo, se accogliamo la sua presenza.Il Signore è il Risorto, l’uomo nuovo che vuole camminare con noi, che rende possibile il cammino se saremo capaci di liberarci, con Lui, da ogni paura.
Questo ci conduce a riconoscerci fratelli, chiesa in cammino, in una vita di servizio, Pasqua è la vita intera, quotidiana, dei credenti, risorti con Cristo, che camminano dietro di Lui ascoltando la sua voce, “senza stancarsi mai”, perché nel Cristo una nuova vita è cominciata.
 
Buona Domenica nel Signore a tutti voi!
 
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