sabato 12 luglio 2014

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

«Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada;…Un’altra parte sui rovi. Un’altra parte cadde sul terreno buono».Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Siamo nel bel clima del caldo estivo, clima che ci trascina fuori dall'ordinario e dimenticare di vivere la nostra fede. Forse qualche festa popolare, ci raccoglie attorno all'altare del Signore, ma solo per quel "prezioso" momento della parrocchia, della città, poi quasi per paura, tutti fuggiamo via.
La Parola di questa domenica si presenta proprio in questa situazione, che ci ricorda che il seminatore continua, sempre, la sua semina nonostante la nostra infedeltà, la nostra paura. 
Per avvicinarsi a noi, Gesù usa le parabole perché la nostra vita si possa trasformare e accogliere la novità del Regno di Dio: Gesù usa le parabole, perché ognuno possa cercare i veri valori della vita.
La parabola è il segno più semplice perché legato all'ordinarietà della vita. Qui al lavoro di un uomo e Gesù vuole cogliere per ciascuno di noi, qualcosa di Dio. Infatti, non parla di un seminatore qualunque, ma del Seminatore per eccellenza: Dio.
E' un seminatore particolare il nostro Dio: lancia grosse manciate generose, allargando il suo braccio, sulla strada, sui rovi e sui sassi. E' il seme della Parola che arriva ovunque, perché Dio, imprudente e fiducioso, conta su tutti. Il suo sogno è così grande che spera sempre, perché l'orizzonte della vita è vasto. Pagine d'amore arrivano a chiunque, perché il grande Seminatore ha un seme particolare per ciascuno.
In questo contesto d'amore, inizia un discorso particolare, perché i vari terreni o luoghi dove il seme cade, non permette al seme di crescere, germogliare e dare i suoi frutti.
La pagina evangelica contiene già la sua interpretazione alla parabola del seminatore. C'è da chiedersi a quale terreno apparteniamo e magari scoprendoci terreno soffocante, falso, duro proviamo a desiderare nel nostro cuore di essere terra buona per accogliere il piccolo seme d'amore, per far germogliare l'amore di Dio, non solo in me ma in tutti. E' il grande sogno speranzoso di Dio. E' il "mah" di qualcuno davanti ad una catastrofe contro il "mah" di Dio.
E' un cammino interiore che ci conduce ad una certezza interiore per far germogliare il seme della fede, un far agire l'azione dello Spirito Santo nella propria vita. "Fede significa anche credere in Lui, credere che veramente ci ama, che è vivo, che è capace di intervenire misteriosamente, che non ci abbandona, che trae il bene dal male con la sua potenza e con la sua infinita creatività" (Evangelii Gaudium, 278).
Ecco il cristiano che accoglie la Parola di Dio nella propria vita. Non gli importa come. Egli crede che la Parola non ritorna a Dio senza aver operato quanto desidera. Egli sa che la missione non è uno spettacolo o uno dei tanti progetti tecnologici. 
La missione è il "mah" di Dio che continua, come una sfida, grazie all'accoglienza e al dono di noi stessi.

Prega con il Vangelo 
O Gesù, divino Seminatore della Parola che non passa, concedi a noi, dopo averla ascoltata con fervore, la luce per comprenderla e, ad imitazione della Vergine santa, custodirla nel nostro cuore; aiutaci a viverla con costanza e fortezza, superando le prove che impediscono la sua crescita e vincendo le bramosie che tendono a soffocarla; fa’ che essa produca frutti che alimentano l’amore verso di te e lo spirito di servizio verso i fratelli. (Mariano Grosso, osb).

Buona Domenica nel Signore a tutti voi!


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