martedì 19 gennaio 2016

Mercoledì della II settimana del Tempo Ordinario

È lecito in giorno di sabato salvare una vita o ucciderla?
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 3,1-6

In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo. Egli disse all'uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all'uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita. E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.

Parola del Signore

Continua la battaglia dei farisei nei confronti di Gesù. Marco presenta ancora un'episodio. Siamo nella sinagoga per ascoltare l'insegnamento di Gesù. Qui è presente un uomo con una mano paralizzata. 
La mano è quella dell'amore. Di chi sa tenderla verso l'altro. Di chi sa accarezzare il bambino, il sofferente, il bisognoso. Purtroppo non è la mano del fariseo. Nell'uomo dalla mano paralizzata vi sono i farisei e quanti non sono capaci di amare, di essere misericordiosi.
L'uomo dalla mano paralizzata viene guarito nell'amore. I farisei continuano ad essere paralizzati, a non amare e decretare morte per Gesù.
Anche Gesù tenderà la sua mano: sul legno della croce. Sarà una mano che nonostante la trafittura del chiodo, continuerà ad amare.
Urge la necessità di imparare ad amare mettendo da parte false ideologie o interpretazioni dell'amore, per far crescere in pienezza ogni uomo e ogni donna.



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