IL CARMELO SICILIANO NELLA STORIA

Il XIII secolo vede la diffusione degli eremiti del Monte Carmelo in Europa e in particolare in terra di Sicilia, con una sua prima diffusione per le coste ioniche e tirreniche. Tra i primi conventi ricordiamo Messina, Palermo e Trapani.
In Sicilia poco alla volta si è costituita la Provincia Siciliana. Prima in Europa ed "una delle più insigni che l'Ordine Carmelitano ha avuto in Italia" che ha generato altre Provincie religiose anche fuori dall'Italia.
Purtroppo, molto presto, il Carmelo è segnato da una crisi di identità divisa fra quelli che ritenevano giusto adottare lo stile di vita dei frati mendicanti di cui l'Europa era piena, e quelli, i più idealisti, rappresentati dal generale dell'ordine Nicola Gallico, che non volevano abbandonare lo stile della primitiva esperienza del Carmelo. Fu in questo periodo che si sviluppò l'ispirazione eliana dell'Ordine e la devozione alla Madonna: i carmelitani ben presto furono conosciuti in Europa come fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. Elia e Maria saranno per sempre modelli ispirativi dei carmelitani. Innocenzo IV fu il papa che, alle origini dell'Ordine, favorì più di ogni altro gli insediamenti e la crescita dei carmelitani in Europa. 
In Sicilia, nella fascia Tirrenica e Ionica, nel 1500 sorgono le Universitas per studi di Filosofia e Teologia, scuole di Pittura di musica e corsi professionali con laboratori per l'artigianato. 
Di seguito segnaliamo i vari conventi che hanno fatto la storia del Carmelo in Sicilia.


ACIREALE (CT) Ad Acireale, salendo per il Corso Vittorio Emanuele si incontra la Chiesa del Carmine con l’annesso ex-convento dei Carmelitani.
Il Convento del Carmine fu fondato prima del 1584 (probabilmente nel 1502), anno in cui si da' per certo la costruzione della chiesa, come risulta dall’iscrizione sepolcrale di Petra Castagna, nipote di Papa Urbano VII, morta l’1 Settembre 1554 ed ivi sepolta. La Comunità dei religiosi ebbe a vivere nel suddetto convento dal 1585 e come Priore elessero il P. Maestro Michele di Catania.
Nel 1599 il Papa Clemente VIII ordinò, con bolla datata 25 luglio 1599, la soppressione dei conventi nei quali convivevano meno di 12 religiosi, il cenobio del Carmine fu chiuso e poi ripristinato nel 1621, quando Fr. Alfio Licandro con i Carmelitani del convento di Catania intrapresero, nel convento Acireale, per mandato del Pontefice Gregorio XV, la riforma dell’Ordine. Per questo fatto venne attribuito al Priore del convento acese il diritto del primo voto nelle adunanze dei Capitoli provinciali.
Nel periodo a cavallo tra il 1502 (anno di fondazione) e il 1599 (anno di chiusura), risultano alcune notizie storiche della città raccolte da Lionardo Vigo dove si evince che il convento fu murato nel 1585.
Il terremoto dell’11 gennaio 1693 distrusse in gran parte la chiesa e il convento. Esse furono riedificate in forme più ampie nel secolo XVIII. Il prospetto della chiesa fu completato nel 1797.
Il terremoto del 20 febbraio 1818 arrecò altri danni che vennero riparati a cura del benemerito Provinciale P. Giuseppe Melita.
I quadri della chiesa furono dipinti da Alessandro Vasta (* Roma il 17 agosto 1720 - + Acireale il 19 marzo 1793). Chi entra in chiesa potrà ammirare, nel primo altare a sinistra, uno dei migliori quadri in pittura che esistono in città. Rappresenta la Purificazione della Beata Vergine, opera assai pregiata della scuola di Leonardo da Vinci.
In questo santuario si custodisce la primitiva statua di S.Venera patrona della città, eseguita in Palermo nel 1648 a cura del P. Serafino di Aci, religioso carmelitano.
Soppresso il 7 luglio 1866 il Convento requisito è ridotto in stato di abbandono, dispersi molti bene, la chiesa esistente è oggi parrocchia.
L’ex convento del Carmine fu distretto militare poi scuola.

AGIRA (EN) I Carmelitani costruirono il loro convento in questa antica colonia greca agli inizi del sec. XVII. I Frati del Carmelo andarono via con la soppressione del 7 luglio 1866. Il convento oggi non esiste più. Accanto vi era ubicata la chiesa dedicata alla Madonna del Carmine officiata dal clero diocesano fino al 1943, allorché colpita dai bombardamenti e rasa quasi al suolo. Nel 1946 per interessamento del Parroco don Ferdinando Cortuese iniziarono i lavori di restauro ma non furono completati.
Il culto alla Madonna del Carmelo fu portato nella chiesa parrocchiale.

AGRIGENTO - Il convento del Carmine sorse nel 1265 nel "Ragbato" sotto il governo di Carlo d'Angiò: “i carmelitani trasferitesi dall’Asia minore in Sicilia sotto la scorta di Sant’Angelo, ebbero il loro primo luogo nell’isola nella città di Agrigento, dove nel sobborgo occidentale venne costruito per loro un degno convento… Fabbricato a spese dei Chiaramonte” così scrive Alessandro Giuliana Alaimo, che doveva essere molto grande perché ogni tre anni celebravano il Capitolo Provinciale.
Il chiostro del convento fu riempito di affreschi che riproducevano le fasi storiche dell'Ordine Carmelitano.
La chiesa era dedicata all'Annunziata. L'altare maggiore, ornato da un baldacchino di marmo di quattro colonne, vi si venerava una copia dell'Annunziata di Trapani.
Fino al 1452 il convento agrigentino era dichiarato casa di Studi per i chierici carmelitani e nel 1478 venne costituito centro di Studi per Lettere e Filosofia.
A tre miglia dalla città, nel 1565 il P. Mariano Arnolfo costruì un altro convento come "gangia", presso la chiesa di S. Maria della Catena, che nel 1628 fu lasciato.
Il convento del Carmine fu espropriato il 7 luglio 1866. I Carmelitani rimasti in private abitazioni continuarono ad officiare la chiesa sino alla loro morte (la legge Rattazzi proibiva che i soppressi ordini avessero novizi e postulanti per impedirne ogni forma di sopravvivenza).
Oggi il maestoso convento è semidistrutto, la chiesa fu abbandonata e successivamente passò al clero secolare.

foto: https://www.agrigentoierieoggi.it/il-convento-del-carmine-ad-agrigento/ di Elio Di Bella


AIDONE (EN) - Nel 1533 il carmelitano p.Angelo da Piazza Armerina apriva un convento nei pressi d'una chiesa dedicata a S. Pietro. Di questo convento nel comune di Aidone si ha traccia nei capitoli Provinciali del 1545. Purtroppo per un esiguo numero di religiosi, subì la legge di soppressione del 1652 emanata da Innocenzo X per quei conventi che avessero meno di 12 frati. Poi il convento fu convertito in orfanotrofio o scuola femminile che durò fino al 1890, successivamente Scuola Media "F. Cordova".
Il convento oggi è sede della Biblioteca Comunale dedicata al Ministro del Regno delle Due Sicilie Gaetano Scovazzo (Aidone 1782-Palermo 1868).

foto dal sito web https://www.vivienna.it/2013/09/22/in-visita-ad-aidone-gli-itinerari-2/

ALCAMO (TP) La presenza dei Carmelitani in questa antica città, presso il Monte Bonifato, risale intorno al 1315. Il P. Giovan Battista Lezana la pone nei primi decenni del 1500. Mentre dagli Atti dei Capitoli Provinciali celebrati ad Alcamo si evince la presenza carmelitana nel 1430.
Tra le antiche Confraternite Alcamesi una aveva il titolo di Maria Santissima Annunziata. Questa ebbe modo di costruire, tra il 1332 e il 1379, la chiesa e per il flusso dei fedeli decisero di darla ai PP. Carmelitani, i quali costruirono accanto il loro convento. Da ciò possiamo fare un calcolo approssimativo che il 1430 è l'anno più probabile.
Molteplici sono stati gli ampliamenti, i rimaneggiamenti e le modifiche che questa chiesa ha subito nel corso del tempo, soprattutto nel XVI secolo e nel XVII secolo.
In seguito alla soppressione degli ordini religiosi, avvenuta nel 1866, i carmelitani furono cacciati dal convento, che fu trasformato in caserma, mentre la chiesa venne lasciata in abbandono. I frati tentarono di riaverla, ma le pratiche andarono per le lunghe e quando il governo si decise a restituirla il tetto ormai era crollato e la chiesa era ridotta in ruderi già a partire dalla fine del XIX secolo.
Nel 1950 la confraternita di Maria Santissima Annunziata passò alla chiesa di Sant'Oliva e nel 1954 riassunse il titolo di confraternita nel 1954, estinguendosi poco dopo.
La chiesa, normalmente chiusa al pubblico, viene spesso utilizzata per ospitare eventi culturali, in particolare mostre e concerti musicali.

ALESSANDRIA DELLA ROCCA (AG) La Chiesa con il convento annesso dei PP. Carmelitani sotto il titolo di Maria Annunziata, nota come Chiesa del Carmine, è del 6 ottobre 1589 per volere del Barone Pietro Barresi. Tale convento risultò angusto per i frati e nel 1646 lo ingrandirono. Il convento dopo la legge Rattazzi rimase in vita sino al 1896.
Nel 1648 p.Andrea Burlò dide inizio alla costruzione d'una nuova chiesa completata successivamente da p.Alberto Mongione. La chiesa espressione genuina del barocco siciliano è “teatralmente isolata e dominante dall’alto di ampie gradinate”. All’interno, l’altare maggiore è sovrastato da un pregevole dipinto, si dice, di Guido Reni, raffigurante l’Annunciazione. Nelle due cappelle laterali si trovano degli stucchi portati a finitezza sorprendente della scuola dei Serpotta.
Oggi il plesso appartiene al comune, la splendida chiesa è chiusa al culto ed in stato di totale abbandono.

foto: http://livingagrigento.it

BURGIO (AG) Nel 1538 il carmelitano p.Pasquale da Mazzarino fondò il convento presso la chiesa di S. Sebastiano con l'autorizzazione del vescovo don Pietro d'Aragona e la munificenza di don Alonzo de Cardona, signore del luogo.
La relativa chiesa contava otto cappelle con la maggiore, perché il posto di una di esse fu adibito ad uscita laterale. In questa chiesa vi era una forte devozione all'Ecce Homo.
Il convento fu soppresso dalla legge emanata da Innocenzo V nel 1652 per minor numero di frati.
La chiesa oggi è parrocchiale ed è dedicata alla Madonna del Carmine.

CALAMONACI (AG) Verso il 1587 in questo piccolo paese della provincia di Agrigento la Provincia Sant'Angelo dei Carmelitani fondò un convento. Anche questo subì la soppressione per il numero esiguo di frati, nonostante le proteste dei cittadini che avevano coltivato una forte e grande devozione alla Madonna del Carmine.
Del convento e della chiesa non rimane memoria alcuna.

CALATABIANO (CT) La storia di Calatabiano è strettamente collegata a quella del suo castello, che si erge su un'altura a 160 metri d'altitudine, all'imboccatura meridionale della Valle dell'Alcantara. Su quest'altura tra sentieri tortuosi, nel 1518, fu fondato un convento carmelitano che rimase in vita fino al 1652 in virtù del decreto pontificio per ridotto numero dei frati. Del plesso monastico non si sa più nulla.
La chiesa sembra che sia sorta nel 1510, come attesterebbe la campana che oggi è custodita presso il campanile della Chiesa Madre.  Pur non escludendosi che abbia preso il posto di un precedente luogo di culto (il Nicotra nella sua opera "Il Carmelo siciliano nella storia", p. 40 cita la chiesa di Santa Caterina martire mentre la concessione fu nel 1583).
La chiesa ebbe i suoi restauri. Oggi rimangono le mura perimetrali con prospetto a capanna e piccola abside sporgente. All'interno, sulla parete nord della navata, si trova un piccolo altare con timpano triangolare e lesene ornate da capitelli ionici, a destra di esso è collocata la porta di accesso ai locali della sagrestia.
La devozione alla Madonna del Carmelo fu trasferita in paese custodendo il simulacro della beata Vergine  nella chiesa di San Giuseppe, in piazza Francesco Crispi, nel quartiere “Chianapamma”, dove il rione vive ancora la sua settimana carmelitana.

foto: http://camminosanfilippo.com

CALATAFIMI (TP) Sorta  in epoca normanna, fu successivamente annessa al convento dei Carmelitani, fondato nel  1430. Mantiene sulle  strutture superstiti della tribuna  quadrata, una cupola emisferica, di tarda tradizione bizantina, poggiante su nicchie angolari.  Conserva inoltre un portale  timpanato  e delle finestrelle a bugne. Nella chiesa si trovava una tavola tardo-bizantina  raffigurante una Madonna col Bambino, ora nella sacrestia della chiesa Madre.
Dopo la legge di soppressione il comune vendette chiesa e convento a privati che ancora detengono il plesso ridotto a un misero rudere, disperse moltissime opere d'arte custodite nella chiesa.

CALTABELLOTTA (AG) In questo comune, i Carmelitani fondarono un convento il 7 agosto del 1438 tramite il Vicario Provinciale del tempo, p. Pietro Ciraulo, presso la chiesa della Compagnia di San Benedetto. In seguito cedettero alla medesima Compagnia il convento ricevendone ricompensa di cento scudi e case attigue alla chiesa della Madonna delle Grazie, ove edificarono un nuovo convento sotto lo stesso titolo nel 1461.
La Chiesa del Carmine, restaurata nel 1954, sorge in Piazza Umberto I ed è di ottima architettura. Sobria risulta essere la sua facciata, mentre il suo interno, un’unica navata, aperta a destra e a sinistra con sei cappelle, presenta sull'altare del presbiterio, una custodia in marmo fatta da Fazio Gagini, dove è collocata la Madonna delle Grazie scolpita dal padre Antonello. Dal 1575 vi furono custodite le reliquie di S. Alberto e S. Rosalia, ma oggi non abbiamo notizia alcuna.
Il convento fu soppresso nel 1866 dal Governo Italiano.

CASTEL DI LUCIO (ME) In questo piccolo paese della provincia di Messina, nel 1531 fu fondato un convento carmelitano, ma ebbe poca durata. Dagli Atti dell'Archivio Generale dell'Ordine, il nome di questo convento compare per l'ultima volta nel 1565. Altre notizie non si hanno.

CHIUSA SCLAFANI (PA) Il nome di questo paese si ritiene che sia dovuto a Matteo Sclafani, conte di Adernò, che lo fondò nel 1320. Nel 1587 i frati Carmelitani fondarono chiesa e convento.
La chiesa ancora aperta al culto, è ornata da  affreschi settecenteschi di fra' Felice da Sambuca. La devozione alla Beata Vergine Maria del Monte Carmelo è tutt'oggi viva.

DELIA (CL) In una antica chiesa normanna dedicata alla Santissima Trinità, nel 1606 ne presero possesso i frati Carmelitani. Purtroppo per l'esiguo numero dei frati che componeva quella comunità, dopo 46 anni di presenza, abbandonarono chiesa e convento a causa del decreto pontificio.

MAZARINO (CL) Il Convento carmelitano con annessa chiesa è sito in Piazza Vittorio Veneto, costruito nel 1458 per munificenza dei Principi Branciforte ma completato dal priore Carmelitano p. Mario Ferrante intorno al 1673.
Con la soppressione, il convento divenne sede del Palazzo Comunale. Nel chiostro del Convento vi è la tomba del principe Giovanni Branciforte di scuola gaginesca.
La chiesa è a croce latina con ornamenti baroccheggianti,  l’altare Maggiore è riccamente decorato da marmi policromi.  La chiesa è officiata dal Clero secolare.


foto: www.typicalsicily.it

MESSINA Partiti i Carmelitani dalla Terra Santa a causa della persecuzione dei cristiani, ritornarono in Europa. Guglielmo Sanvico, primo storico dei carmelitani, di origine inglese, così scrive: «I Carmelitani che primi vennero dalla Palestina a fondare conventi in Occidente furono siciliani e provenzali: quelli edificarono un convento nei sobborghi di Messina, questi fondarono un altro nei pressi di Marsiglia; l'emigrazione degli uni e degli altri avvenne nel 1238». Questa data è ufficiale nell'Ordine ma gli eremiti del Carmelo a Messina probabilmente furono nel 1230-35. Essi si stabilirono a Messina fondando un convento in un luogo solitario, ameno, presso il torrente San Michele. Quel luogo, per la vita eremitica vissuta dai frati, fu in seguito fino ad oggi comunemente chiamato «Ritiro».
Questa è ritenuta la prima fondazione in Europa. Ma nella città dello Stretto ne sono susseguite altre. Dopo alcuni decenni, i religiosi si trasferirono presso la foce del torrente San Michele e lì costruirono un nuovo convento. (Del vecchio convento oggi vediamo dei ruderi anche se dopo gli eremiti carmelitani abitarono altri religiosi e apportarono le loro modifiche). Nel nuovo convento, nel 1268, fu celebrato un Capitolo Generale dell'Ordine Carmelitano.
Una terza ubicazione l'abbiamo verso l'anno 1291, nel cuore della città, proprio nella piazza del Duomo, in Via Argentieri, tra le attuali Via Garibaldi e Corso Cavour. Anche qui la presenza dei carmelitani non durò molto. Il clero diocesano accusava i frati di interferire con le celebrazioni della Cattedrale. Nel 1304 dietro istanza dei religiosi carmelitani, Benedetto XI ordina il loro trasferimento alla chiesa di S. Cataldo. In questo convento visse e morì nel 1307 S. Alberto degli Abati.
Nel 1783 il convento e l'annessa chiesa andarono distrutti a causa di un tremendo terremoto che devastò l'intera città di Messina. Ristrutturato il convento fu successivamente soppresso dalla massonica legge Rattazzi nel 1866 e il terremoto del 1908 completò l'opera di distruzione.
Al ritorno dei frati Carmelitani fu affidata loro la chiesa detta del SS. Salvatore, appartenuta precedentemente alle monache di rito greco. La nuova sede carmelitana sorgeva nell'antica via Università, tra le attuali Via San Filippo Bianchi e Via della Zecca.
I frati del Carmine si misero a soccorrere gli scampati alla morte e quanti necessitavano. Così scrisse l'Onorevole Giuseppe Toscano nel giornale “Il Risveglio”: «Semplicemente per la verità, io sottoscritto Giuseppe Toscano, già consigliere Comunale della sventurata Messina, attesto che, appena avvenuta la catastrofe, m'imbattei con tre frati del convento del Carmine, cui la mia casa, distrutta dal terremoto assieme al convento stesso, era contigua. Essi che rispondono ai nomi di p. Anselmo Alessi, priore del convento, p. Agostino Tornatore e p. Egidio Lo Giudice, quasi ignudi, eransi già messi all'opera di soccorrere i sepolti vivi e, sebbene anch'essi scampati appena alle macerie e privi di ogni strumento, con la sola forza delle loro braccia traevano a salvamento quanti più potevano. Li provvidi di qualche indumento che mi fu possibile trarre dalla mia casa, da una camera non interamente abbattuta e mi misi con loro all'opera pietosa…».
Dopo il terremoto, poiché era profondamente radicata la devozione dei messinesi alla Santissima Vergine del Carmelo, l'Arcivescovo, Mons. Letterio D'Arrigo Ramondini volle affidare ai Carmelitani una delle prime chiese baracche costruite dopo il disastro, nell'attuale via Salandra: la chiesa di S. Croce con la cura della Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo.
Nel 1917 fu affidata a loro in perpetuo la cura pastorale della Parrocchia di San Lorenzo Martire, una delle parrocchie più antiche di Messina. In questa parrocchia fu battezzato, il 7 luglio 1851, S. Annibale Maria di Francia, terziario carmelitano e fondatore della Congregazione dei Rogazionisti e delle Figlie del Divino Zelo.
La Chiesa inizialmente era in Piazza Duomo. Successivamente per dar spazio alla fontana del Montorsoli fu rasa al suolo.
Nel 1926, grazie all'interessamento dell'Arcivescovo Angelo Paino si otteneva il progetto della nuova chiesa e del convento da parte dell'architetto Cesare Bazzani, realizzato dall'ingegnere Lorenzo Interdonato in via A. Martino. Dopo la posa della prima pietra, avvenuta il 17 luglio dello stesso anno, il 3 giugno del 1930 si inaugurò il nuovo convento e, a distanza di un anno, venne portato a compimento anche la nuova chiesa.
Il 15 luglio 1931 il Simulacro della Vergine del Carmelo (XVIII secolo) faceva il suo ingresso trionfale, salutato amorevolmente dai Messinesi.
Nell'ottobre del 2015 i Carmelitani sono stati costretti a lasciare Messina e la cura pastorale di questa comunità è ritornata al clero diocesano nella persona di Don Gianfranco Centorrino, parroco.

foto: Di Stadio93 - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php curid=15764038

MILAZZO (ME) Il padre carmelitano Andrea Cordaro da Tripi (ME), per commissione dei suoi superiori e su richiesta della città si reca a Milazzo dove fonda un Convento dell’Ordine, tra i più imponenti e artistici plessi religiosi di Sicilia, con atto notarile del 18 dicembre 1570. In questo convento, per la sua ampiezza si tennero nella storia otto Capitoli provinciali della Provincia Sant'Alberto.
La chiesa ubicata in piazza Caio Duilio, è stata innalzata nel 1574 sul luogo ove sorgevano due piccoli templi, rispettivamente dedicati alla Madonna della Consolazione, della famiglia Rigales ed a San Filippo d'Agira, appartenente ad una confraternita locale.
Quasi interamente distrutta nel corso dell'assedio spagnolo del 1717-19, fu ricostruita nella forma attuale tra il 1726 ed il 1752.
Adiacente alla Chiesa vi è ciò che è rimasto dell'ex convento dei frati Carmelitani (abitato fino al 2011) adibito a Comune e a esercizi commerciali. Nei locali del convento è conservato in olio su tela un "Cristo Crocifisso" e "l'Addolorata", di Vincenzo Riolo (Palermo, 1772-1837).
Una bella porta a pianterreno, in barocco monumentale, permette l'accesso a quello che fu una volta il chiostro.
All'interno della chiesa, ad unica navata, di stile barocco, si trovano sculture raffiguranti: "S. Gioacchino" - legno policromo, ignoto XVII secolo; La "Madonna del Carmine" - 1737 - legno policromo dello scultore Angelo Occhino; Il "Crocifisso", ignoto XVIII secolo.
La chiesa oltre all'altare maggiore ricco di marmi, ha sei altari laterali. Essi racchiudono oltre la devozione locale, la Madonna del Carmelo e i Santi Carmelitani.
Con l'emanazione delle leggi eversive l'intero complesso fu confiscato, i frati furono cacciati e privati delle proprietà che passarono al Comune. Esso, nel 1888, abbattendo il quarto lato del chiostro, vi costruì il proprio ingresso e destinava gli altri locali a scuola, ufficio postale e sede di altri enti pubblici.
La chiesa venne affidata all'Arcipretura che l'ha retta con zelo fino al 1908 quando i frati fecero il loro ritorno ma ben presto la lasciarono a causa del terremoto per prestare aiuto ai conventi danneggiati. Vi ritornarono nel 1911 e nel 1915 la lasciarono nuovamente a causa della guerra che danneggiarono chiesa e convento.
I restauri iniziarono dopo la seconda guerra mondiale e i frati ripresero l'officiatura, dopo le dovute delibere, il 6 novembre del 1954 per mezzo dell'Arciprete del tempo, Mons. Domenico Cernuto e tramite p. Fedele Norato.
I Carmelitani di Sicilia, verso la fine degli anni 1980, affidarono ai frati carmelitani della Provincia maltese l'officiatura che, a loro volta, lasciarono l'8 maggio 2011, data in cui celebrarono l'ultima Eucarestia.
Oggi la chiesa è affidata al clero diocesano.

foto: wikipedia

MISILMERI (PA) Nel 1557 per volere di don Vincenzo Del Bosco conte di Vicari e duca di Misilmeri, i Carmelitani fondarono il loro convento, sotto il titolo dell'Annunziata. Anche questa comunità carmelitana nel 1652, per decreto pontificio, fu soppressa.
La chiesa è ancora esistente ed è chiesa parrocchiale. In essa si coltiva una forte devozione alla Madonna del Carmine.

MISTERBIANCO (CT) I frati Carmelitani della Provincia Sant'Angelo, vi eressero in questa cittadina etnea il convento nel 1620, ma per il ridotto numero della sua comunità, andò soggetto al decreto pontificio di soppressione del 1652.

MONFORTE SAN GIORGIO (ME) Verso il 1547 i Carmelitani della Provincia Sant'Alberto, eressero a Monforte un piccolo convento presso la chiesa di S. Maria degli Angeli e disponeva di quattro feudi da 40 salmi ciascuno con una rendita totale di 395 onze circa, oltre gli introiti delle messe ed elemosine.
Il convento purtroppo molto piccolo, lo spazio era abitabile solo per quattro frati e a causa di ciò fu soppresso dal decreto pontificio del 1652, nonostante la supplica alla sacra Congregazione da parte dei Giurati e del clero secolare.

MONTAPERTO (AG) Paese a 10 km da Agrigento, sorse nel 1587 un convento dei frati Carmelitani della Provincia Sant'Angelo. Purtroppo anche questo convento subì la sorte del decreto pontificio del 1652. Del convento e della chiesa oggi non si ha traccia alcuna.

MUSSOMELI (CL) I Carmelitani, della Provincia Sant'Angelo, vi fondarono il convento nel 1574 con il consenso di Giacomo Sanfilippo, Vicario generale d'Agrigento, cui allora il paese apparteneva, e del loro Priore Generale Gian Battista De Rossi. Per la fondazione di questo convento si adoperò molto il p.Giovan Battista Palumbo da Sutera, aiutato, sembra, dal signore di Trabia, Cesare Lancia.
La chiesa annessa al convento, già dedicata a Santa Marina, prese il titolo di S.Maria del Carmine. Nel corso dei secoli fu più volte modificata. Nella prima metà del 1900 fu restaurato il campanile. La chiesa ospita tutt'oggi un simulacro della Madonna del Carmelo opera dello scultore Francesco Biangiardi.
Il convento è tra i soppressi dal noto decreto pontificio del 1652.

PALERMO - Dell’arrivo dei Carmelitani a Palermo varie sono le fonti che indicano la venuta dei frati, “tanto varie che le une escludono le altre: a meno che non si voglia ricorrere ad artificiose costruzioni di fantasia per metterle d’accordo” (C. Nicotra). Due sono le probabilità. La prima in coincidenza con il 24 agosto 1250, anno in cui il notaio Ribaldo e sua moglie Palma (parenti di Sant'Alberto degli Abati), concedevano ai Carmelitani, già residenti a Trapani, l’abitazione e tutti i beni temporali della chiesa dell’Annunziata di Trapani.
La seconda riguarda due documenti del XIII secolo, conservati all'Archivio di Stato, datati uno 1296 e l’altro 1298, ci fanno pensare che i Carmelitani si trovavano a Palermo in data anteriore al 1296.

Chiesa e Convento del Carmine Maggiore
Il visitatore che entra nella Chiesa del Carmine Maggiore, ammira un costruzione fatta dal 1627 al 1693. L’occhio attento però, "può cogliere anche altre date". Infatti, la tradizione attribuisce all'Ordine Carmelitano tre chiese nella medesima ubicazione.
La prima costruzione, riguarda una piccola cappella del XIII-XIV secolo dedicata alla Pietà. La cappella è ancora esistente. Su di essa costruirono una chiesa di stile medievale.
Tale chiesa nel 1626 fu demolita per costruirvi l’attuale, disegnata dall'Architetto palermitano, Mariano Smiriglio. In essa possiamo ammirare opere del Serpotta, di Girolamo Bagnasco, del Pietro Novelli, di Gioacchino Mercurio. Sempre nell'attuale chiesa, furono ricollocate delle opere appartenente alla precedente chiesa, come la Madonna del Carmine di Tommaso De Vigilia, l'acquasantiera e le due opere Gaginesche: Madonna dell'Udienza e S. Caterina d'Alessandria.
Le linee dell'antico convento sono un po’ sparite, possiamo ammirare qualcosa nel Chiostro cinquecentesco con colonne in marmo e capitelli ionici. A testimonianza del convento cinquecentesco, nel chiostro è collocato un portale in marmo con una scritta sopra l’architrave che riporta l'anno 1582.
A ridosso della costruzione cinquecentesca, nel 1938 i frati, acquistando il terreno, iniziarono a costruire il loro terzo convento.

ALTRI CONVENTI ESISTITI NELLA CITTÀ DI PALERMO

Convento di S. Antonio in Porta Termini (poi di Monte Santo)
A metà della attuale via Lincoln un tempo, nel 1171, fu edificata Porta Termini. Era la porta che apriva la strada verso Termini Imerese. Quando Garibaldi passò con le sue truppe il 27 maggio 1860, fu chiamata anche Porta Garibaldi. Entrando per questa porta, nel quartiere della Kalsa, trovavasi a sinistra, una chiesa mezzo diroccata. In origine essa era dedicata a S. Antonio abate.
Il 17 dicembre 1434 il priore del Carmine p. Enrico la Porta prese in consegna la chiesa e i locali annessi per costruirvi un convento. Il 23 dicembre con atto notarile affidavano ai Carmelitani la chiesa di S. Antonio con annesso ospedale.
Per vicissitudini con le autorità civili, nel 1528 si diede il Convento a Suor Sigismunda Xarrat per fondare un monastero Carmelitano.
Il 13 giugno 1598 l'Arcivescovo del tempo, don Diego de Ajedo, trasferì le suore nel monastero di Valverde. La chiesa fu concessa alla Confraternita dei Saponari che il 18 ottobre 1636 la concessero ai Carmelitani della Provincia di Montesanto.
I Carmelitani rimasero in quel luogo fino alla soppressione del 1866. La storia però ricorda che non fu solamente soppressa la comunità dei frati ma anche la chiesa e il convento che furono abbattuti con l’apertura della porta Garibaldi, lasciandone un semplice ricordo nella vicina piazzetta e nella via adiacente che tutt’ora portano il nome di Montesanto.

Convento di S. Nicolò in Piazza Bologni
Un’altro convento con annessa chiesa si trovava a piazza Bologna, comunemente chiamata Piazza Bologni.
Questa piazza oggi si affaccia sul Corso Vittorio Emanuele che una volta si chiamava Via del Cassaro e poi Via Toledo. Qui inizialmente vi era una chiesa dedicata a S.Nicola di Bari, chiesa che successivamente fu costruita all’interno della Piazza. Oggi non la possiamo ammirare, in quanto il bombardamento del 1943 la distrusse.
Nell’anno 1578, grazie anche al Barone Francesco Bologna, la chiesa venne concessa ai Frati Carmelitani ed edificarono anche il Convento.
Il Convento ebbe la sua importanza. Fu sotto la giurisdizione del’Ordine che il 5 maggio 1629 lo nominava “camera propria”: Convento generalizio ove i frati avrebbero potuto eleggere, ogni tre anni, il loro priore.
Il 12 agosto 1634, il Convento fu adibito a noviziato dei frati Carmelitani, come ancora oggi si legge sul portale d'ingresso: Collegium Apostolicum Divi Angeli Carmelitarum.
“Nel 1672 il Generale P. Matteo Orlando, conoscendo le benemerenze del P. Francesco Ciavarino che aveva restaurato ed ingrandito il convento dotandolo d’una magnifica biblioteca, costituiva quel convento come centro di studi con cattedre per le Arti (filosofia, lettere e scienze) e per la sacra teologia con due reggenti e sedici studenti e col nome di Collegio di S. Angelo. Tali prerogative venivano in quell’anno confermate al convento dalla munificenza di Clemente X” (P. Carmelo Nicotra).
Nel 1866, dopo l'unità d'Italia, ci fu la nazionalizzazione dei beni ecclesiastici estesa a tutta la Sicilia e i frati di Piazza Bologna furono cacciati.
Nel 1876 la chiesa fu trasformata in ufficio centrale delle Poste. Poi fu abbattuta per costruirvi l’Assessorato per l’Igiene e la Sanità. Il convento, invece, dal 1959 fino al 2008 è stato Tribunale militare.

Convento dell’Itria
In un vicolo dell’Olivella, vi si trovava la chiesa di S. Maria dell’Itria all’Olivella, secondo il Mongitore esistente fin dal 1345.
Il 24 maggio del 1592 fu concessa ai frati Carmelitani di Trapani che ben presto costruirono il loro convento.
Nel 1773 dietro istanza delle autorità civili ed ecclesiastiche di Palermo, il convento fu chiuso. Due anni dopo venne abolito e il convento fu trasformato in case private mentre la chiesa rimase aperta al pubblico fino al 1867.





Convento del Soccorso
Presso la Via Albergheria vi era la Chiesa di S. Maria del Soccorso fondata nel 1575.
Nel 1582 venne concessa alla Confraternita di S. Barbara in sostituzione della loro abbattuta per costruire il seminario dei chierici. La Chiesa ad unica navata con cappellette laterali, aveva il prospetto su via Albergheria, con portale in tufo intagliato e due finestroni.
Il 25 luglio del 1599 il rettore della Confraternita, con atto notarile, donava la chiesa ai frati Carmelitani i quali erano chiamati anche ad assolvere alcuni oneri.
Il 22 agosto dell’anno successivo i frati, in processione dal Carmine Maggiore alla chiesa del Soccorso, ne prendevano solenne possesso. Ben presto i frati costruirono anche il convento nel frattempo davano assistenza ai poveri e agli ammalati.
Nel 1735 il governo civile ne ordinò la chiusura. I Religiosi lottarono affinché il loro convento rimanesse aperto ma nel 1794 venne soppresso.
La chiesa fu affidata al clero secolare e il convento destinato ai senza tetto.
La chiesa fu demolita nel corso dei lavori di risanamento urbanistico eseguiti tra il 1929 ed il 1932, per la costruzione di una nuova strada, poi lasciata interrotta. Rimane visibile la parte dell'abside dove sono addossate casupole fatiscenti.

Convento di Monserrato
Il 14 gennaio del 1577 i frati Carmelitani ricevettero la Cappella di S. Maria di Monserrato in S. Lucia al Borgo fuori le mura della città, nei pressi della marina.
Il dono veniva dal nobile Giuseppe Furnari che con la cappella cedeva anche l’annesso fabbricato per fondarvi il convento.
I Carmelitani, dalle poche notizie che si hanno, rimasero pochi anni in quel luogo.
Il 10 febbraio 1597, dietro ordine dei Superiori dell’Ordine, lasciarono la chiesa e il convento di S. Lucia al Borgo.

Foto: interno dell'antica chiesa di S. Lucia al Borgo. fonte: http://venerdisantoborgovecchiopalermo.blogspot.it/

Convento dello Spirito Santo
Come il precedente convento, di questo le notizie sono più scarse ancora: sia la chiesa che il convento avevano la loro ubicazione presso la Chiesa del Vespro, una chiesa normanna all’interno del cimitero sant’Orsola ove, nel 1282, davanti a questa chiesa, esplose l’insurrezione popolare comunemente chiamata “Vespri siciliani”.
Dai capitoli provinciali che vanno dal 1563 in poi risulta nominato una sola volta: durante il capitolo provinciale del 1563 svoltosi ad Agrigento col nome di S. Spirito fuori le mura di Palermo.

UNA NUOVA REALTÀ

Parrocchia San Sergio I, papa
Fu affidata ai religiosi del Convento del Carmine Maggiore dal Cardinale Salvatore Pappalardo, Arcivescovo di Palermo, il 20 novembre 1977. La costruzione della moderna chiesa iniziò nel 1981. Nel frattempo in una chiesetta privata, sul Corso dei Mille, andava avanti la Parrocchia il cui titolare era San Benedetto. Nel 1989 lo stesso Cardinale inaugurò la nuova chiesa consacrandola e dedicandola a San Sergio I, papa.
Dalla Pasqua del 2018 officiano la Parrocchia i Carmelitani della Provincia San Tommaso d'India.

PIAZZA ARMERINA (EN) La fondazione carmelitana piazzese è da classificarsi tra le prime, nella seconda metà del sec. XIII. La chiesa fu dedicata a S. Alberto degli Abbati in ricordo della sua visita in questa città.
Nel corso dei secoli, il convento piazzese fu sede di Capitoli provinciali (dal 1460 al 1637).  Soppresso nel 1866 e spogliato dei beni. Il convento fu adibito per anni a caserma dei Carabinieri e, parzialmente abbattuto.  Chiesa spogliata dalle opere d'arte.
La chiesa fu ricostruita, sulle rovine di quella più antica, nel 1651. Di essa resta l’elegante campanile quadrato in pietra calcarica su tre ordini, con finestre a modanature catalaneggianti e coronato da merli. Sopra il portale della rustica facciata della chiesa, una nicchia conteneva una piccola Madonna marmorea attribuita ad A. Gagini (1478-1536), oggi conservata al Museo Diocesano. Per una porta archiacuta con archivolto ad esso sottostante, si entra nell’adiacente chiostro dell’ex Convento dei Carmelitani, oggi adibito ad abitazioni private; il piccolo chiostro risale ai primi del 500 ed è costituito su tre lati da una leggera fuga di archi a tutto sesto, poggianti su slanciate colonnine monolitiche in arenario e sormontati su un lato da una serie di blasoni scolpiti su pietra.

SUTERA (CL) I Carmelitani a Sutera hanno occupato due conventi diversi, di cui il più antico fuori dall'abitato, nella contrada "Lu Vabasettu", con annessa chiesa dedicata a S.Nicolò e l'altro dentro l'abitato con annessa chiesa della Madonna del Carmelo (oggi nota come chiesa del Carmine) nella contrada Rabatello.
L'anno di fondazione del Carmelo a Sutera risale al 1380. I religiosi Carmelitani si spostarono dal primitivo cenobio nei locali del nuovo convento, annessi alla Chiesa del Carmelo, verso la metà del 1600.
Dopo la legge di soppressione, i religiosi rimasero nel convento fino al 1896, anno della loro morte.Oggi il convento secentesco è ristrutturato in Museo degli Ori e degli Argenti. La chiesa a tre navate, fu ricostruita ex-novo a spese dello Stato nel 1935. All'interno si apprezzano: un'acquasantiera marmorea del 1562, una tela del 1514 raffigurante la Madonna del Carmine con S. Angelo e Sant' Alberto, una Statua della Madonna del Carmelo in legno della fine del 1500 insieme a San Simone Stock, un antichissimo gruppo statuario in legno policromo dell'Annunciazione.
La Madonna del Carmelo è patrona della città.

foto: www.typicalsicily.it






continua......




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