mercoledì 31 ottobre 2007

UN PEGNO CHE IMPEGNA!

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Il Vangelo che stiamo leggendo o che ascolteremo durante la Messa (vedi Lc 13,22-30), dà l'impressione di una severità da parte di Gesù. Gesù non risponde alla domanda che gli è stata rivolta:"Signore, sono pochi quelli che si salvano?", non dice se sono pochi o tanti, ma esorta: "Sforzatevi di entrare per la porta stretta...". Perché non risponde? Se prendessimo tutte le domande rivolte a Gesù vedremo che il suo silenzio è una preoccupazione d'amore. In genere quando qualcuno non risponde ad una nostra domanda ci mettiamo in agitazione e penso che la stessa cosa successe al tempo di Gesù. Egli non fa altro che mettere i suoi ascoltatori in movimento perché entrino nell'amore di Dio. In genere noi stiamo sempre a preoccuparci del domani, stiamo a preoccuparci di chi si salva. gesù ci fa fare un altro ragionamento: ognuno si sforzi di entrare nel piano di Dio, di corrispondere all'amore che lo chiama: così quelli che si salvano saranno molti. Gesù desidera accendere in noi il fuoco dell'amore e impegnarci a corrispondere con tutte le nostre forze all'amore di Dio: "Sforzatevi di entrare". E' una espressione inquieta quella di Gesù perché non vede l'ora che tutto si realizzi. Ed solo dall'amore che scaturisce questa sua inquietitudine fino ad usare parole severe, che lo spinge a farci conoscere quale rischio corriamo se non siamo fedeli ai suggerimenti dello Spirito in noi.
La salvezza è un dono. Costa solo la fatica di aprire il cuore e la mano per accoglierla. Ma è una grande lotta, perché il cuore è duro e la mano rattrappita (Lc 6,6ss). Il dono non toglie l'iniziativa: è un pegno che impegna. Bisogna fare come se tutto dipendesse da noi, sapendo che tutto dipende da Dio. Solo in questo modo si eliminano la pusillanimità e l'ansietà, la superbia e la presunzione.
Quando la finiremo di trattare Dio come un idiota e noi stessi come bambini viziati mai cresciuti è sempre tardi, diremmo nel nostro parlare. Ma Dio, nel suo amore attende! Gesù sa che il confine della verità è nel profondo del nostro cuore, nella nostra verità profonda e che finché non accoglieremo con verità e arrendevolezza il Signore, finché non sperimenteremo la nudità del nostro essere, Dio non riuscirà a salvarci. Perché per riempire il nostro cuore di Lui dobbiamo sgombrarlo di noi, convertire. Per questo motivo, ancora oggi Gesù ammonisce ciascuno di noi: i bazzicatori di sacrestie, gli "esperti" teologi, tutti coloro che sono convinti di essere qualcuno, rischiano di essere morsi dalla tarantola dell'abitudine.
Preghiamo perché la nostra vita sia trasformata dall'Amore misericordioso e riconosciamo che il Signore è il nostro canto di salvezza.

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