FEDE E PREGHIERA IN UNA NON CREDENTE
Celebriamo la Domenica della fede, una fede sempre da sperimentare in ogni istante della nostra vita. In questo periodo di calura estiva, un periodo in cui cerchiamo del riposo dal lavoro, uno staccare la spina e mentre il caldo si fa sentire una donna grida pietà!
Il brano evangelico di questa domenica inizia con l'indicazione della regione dove Gesù si stava recando: Tiro e Sidone, a nord-ovest della Galilea, terra pagana, nell’attuale Libano. La sua presenza in terra pagana (e non è la prima volta) è segno dell'apertura universale della Chiesa alla missione.
In questa terra pagana si ode un urlo di dolore di una madre disperata per la malattia della figlia, “tormentata da un demonio”.
Quante volte assistiamo a situazioni simili. Quante volte nelle nostre famiglie troviamo questo tipo di dolore, troviamo quest’urlo in coloro che hanno sofferto per la malattia e la morte di un proprio caro.
Dinanzi a questo dolore, ognuno di noi è chiamato a visitare la propria fede davanti a Dio, quella fede che non è un’idea, ma una relazione; non è un concetto, ma una storia; non è un ricordo, ma una forza che ci sostiene ogni giorno. La fede è il dono che Dio ci fa per riconoscerlo presente nella nostra vita. Ora, la situazione della donna cananea, una persona considerata estranea alla fede di Israele, tanto da riservare per lei e per tutti i pagani un termine molto dispregiativo: “cane”. Eppure, è proprio questa donna pagana a riconoscere in Gesù ciò che molti non vedono: “Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di mè!”.
Purtroppo, nonostante quello che la donna vede in Gesù sembra non bastare, in quanto Gesù stesso ha una reazione dura e dispregiativa nei suoi confronti rispetto ai discepoli che, per togliersela davanti, gli suggeriscono di accontentarla.
Alla reazione di Gesù segue una nuova reazione della donna: gli si butta ai piedi e prendendo spunto dalle sue parole gli dice in modo intraprendente: “Sì, è vero, non si butta il pane dei figli ai cagnolini però dalla tavola dei padroni cade sempre qualche briciola per i cagnolini”. Allora Gesù rimane meravigliato: “Donna, davvero grande è la tua fede, sia fatto come tu desideri.”
Gesù premia questa donna perché ha visto che la sua fede era talmente grande da metterla in condizione di superare sempre il rifiuto, superare ogni vergogna, superare ogni soggezione. La fede quando è grande, quando è forte ci fa superare ogni difficoltà senza arrendersi al primo ostacolo.
Oggi riceviamo uno schiaffo morale da questa donna cananea. Ella ci dice che c’è una fede che deve crescere, maturare. Nel suo urlo ci sta fede e preghiera. Guardiamo questa donna: non appartiene al popolo eletto; potremmo dire che non fa parte del nostro gruppo o della nostra Comunità, però ci insegna che la preghiera è il respiro della fede; che senza la preghiera la fede si indebolisce; senza la fede la preghiera si svuota, che la preghiera non è un tempo materiale ma spirituale: è uno spazio che mi permette di passare dalle cose temporali alle cose eterne, se ci credo.
Con la sua lezione la donna cananea insegna che la fede quando è vera ci mette in condizione di superare le difficoltà della vita, l’incomprensione di chi ci sta vicino, compreso gli insulti.
Quante persone, per esempio, non mettono più piede in Chiesa non perché non ci credono, ma per i motivi sopra citati. Però, se uno ha fede non gli importa niente di quello che dicono gli altri, perché il desiderio di incontrare Gesù, di ascoltarlo, di stare un’ora con Lui, di essere tra quei “beati alla Cena dell’Agnello”, questo desiderio deve essere più forte, perché si possa supera tutto. Ricordiamo domenica scorsa, Pietro era di una fede che zoppicava con tutti e due i piedi, se ci piace vivere come lui, non andremo da nessuna parte in quanto affonderemo nel nostro orgoglio. Ricordiamocelo sempre: la fede Dio la saggia come oro nel crogiolo (Sap 3,6)! Se noi, invece, ogni volta che preghiamo ci sembra che Dio sia assente, che non ascolti la nostra preghiera, quale tipo di fede è la nostra?
La donna cananea non è stata esaudita la prima volta. È tornata nuovamente da Gesù superando le difficoltà, superando sguardi o reazioni verbali da parte della gente, magari scocciata per la sua insistenza. In questa donna ci sta una verità decisiva: la fede nasce dove l’uomo riconosce il proprio bisogno e non si arrende. Ella va da Gesù e fa ritorno alla sua casa solo quando Gesù le disse: “Sia fatto secondo la tua fede”. È la fede che fa miracoli, non sono gli uomini. I nostri santi hanno sempre rimproverato quando la gente cercava in loro i miracoli. Domenica scorsa vedevamo gente attorno a Gesù solo per i miracoli e non per fede. Non possiamo fermarci all’esteriorità. La fede va oltre come ci insegna questa donna cananea maestra di preghiera e di fiducia; Ella non appartiene a nessun gruppo, clan o popolo eletto, non ha titoli religiosi e meriti da esibire. Ha solo una cosa: una richiesta fatta con il cuore e una fede che non si spegne, per questo, ella è nel cuore di Dio.
La donna cananea ci dà una bella lezione sulla fede e anche sulla preghiera. Chiediamo la grazia di avere la sua stessa fede, una fede tenace, che non si scandalizza del silenzio di Dio, ma sa andare al suo cuore, continua a relazionarsi con Lui, anche tra le pieghe di un rifiuto; chiediamo una fede capace di far fiorire la vita, di far fiorire l’amore proprio dove i nostri occhi vedono solo disperazione, perché tutti chiamati a vivere il Vangelo dell’amore.
Buona domenica nel Signore a tutti voi!

