domenica 18 aprile 2010

Lunedì della III settimana di Pasqua

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Il brano giovanneo presenta anzitutto la folla che, non trovando né il Maestro né i discepoli, va in cerca di Gesù. Quando lo trovano, Gesù li rimprovera di cercarlo per il pane che perisce e li esorta a darsi da fare per quello che non perisce, che porta su di sé il sigillo del Padre. Per procurarsi questo "pane" bisogna credere in lui (vedi Gv 6,22-29).
Questa gente che cerca Gesù sembra piena di fede, ma in realtà essa non crede nel Cristo. La loro non è fede, ma solo curiosità e simpatia superficiale, come risulterà nel seguito del racconto.
Ognuno di noi può immedesimarsi su questa folla. Capita che anche il pensare la nostra fede sia sequela di Gesù e spesso ci si ritrova a seguire se stessi.
Gesù sa bene che quella gente lo cerca per interesse: più per saziarsi che per amarlo. Gesù però invita tutti ad operare "non per il cibo che perisce, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e denuncia il vero motivo del loro interesse per la sua persona e li invita a una ricerca meno egoistica e più spirituale.
Questa non è fede! Al limite può essere definita superstizione. I segni, da cui anche la nostra vita è raggiunta, ci sono dati come indicazioni da decifrare per cogliere la presenza preveniente e amorevole di Dio Amore. Guai a fermarsi alla loro materialità: diverrebbero fatalmente pietre d’inciampo, come rivelano certe affermazioni di fronte a eventi che ci turbano: “Ma Dio dov’è? Come può permettere questo? Proprio a me: ma che male ho fatto?”.
Abbiamo confuso il dono con il Donatore e una volta rimosso il dono si perde di vista il volto di chi ce lo offriva.
Diventare discepoli di Gesù, è tenere desto il dono di Dio, è coinvolgersi con lui e per lui. Per fare questo richiede un ascolto della sua Parola, decisione, applicazione, continuità, impegno e fatica. Non si è discepoli senza un vero e proprio lavoro di applicazione sul Vangelo e su se stessi.
E' una grande responsabilità. Il rischio di ieri e di oggi: quello di fermarsi al dato esterno, accontentandosi di una sequela di comodo. Credo in Dio, ne seguo i precetti e così sono al sicuro dagli inconvenienti della vita!
Sia la nostra preghiera una continua ricerca di Dio da vivere e testimoniare nella quotidianità.


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