venerdì 7 maggio 2010

Sabato della V settimana di Pasqua

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Gesù, dopo aver parlato dell'amore e dell'amicizia, con il brano odierno parla dell'odio e della persecuzione: l'odio del mondo, lontano da Dio, colpisce i discepoli, perché appartengono a Gesù e non desiderano ciò che desidera il mondo. In questa situazione, essi devono ricordarsi della parola di Gesù sul destino del discepolo, comune a quello del Maestro, a causa del quale vengono perseguitati (vedi Gv 15,18-21).
I discepoli devono amarsi fraternamente come Cristo li ha amati; essi però saranno odiati dal mondo proprio perché sono amici di Gesù. Come il mondo ha odiato e perseguitato Cristo, così odierà e perseguiterà i suoi discepoli.
Quel tipo di mondo che odia Gesù è quello che ha parametri opposti al Vangelo: assolutizza e accumula i beni di questa terra, emargina Dio e ben poco gli importa del prossimo.
Questo tipo di mondo è ostile a Gesù e odia anche i suoi discepoli; essi sperimenteranno tribolazioni, ma non devono spaventarsi, perché il Cristo ha vinto il mondo (Gv 16,33). I cristiani partecipano a questa vittoria mediante la fede (1Gv 5,4).
La ragione profonda di questo odio del mondo contro gli amici di Gesù è la loro appartenenza al Signore. Questo atteggiamento ostile dei nemici di Cristo è dovuto all'ignoranza nei confronti di Dio. Anche oggi c'è e ci sarà sempre opposizione tra il seguace di Gesù e il mondo. Questo non vuol dire che bisogna sentirsi estranei alla realtà che ci circonda o aspirare a separarsi completamente da essa.
Di questo mondo continuiamo ad essere cittadini. Non dimentichiamo che Gesù sceglie dal mondo i cristiani. Ciò vuol dire che li chiama a porsi in un certo modo nei confronti della società in cui vivono. Non dovranno assolutamente confondere la modernità e la postmodernità con la mondanità. Dovranno guardarsi dall'essere sempre in posizioni difensive o di paura o di condanna di tutto ciò che si affaccia all'orizzonte del mondo all'insegna di una complessità e di un pluralismo sempre più evidenti.
Percepirsi "scelti" dal mondo significa entrare nell'umile persuasione di essere chiamati a realizzare una comunità che sia "sale, luce, lievito" non fuori ma dentro la pasta del mondo.
Facciamo memoria di Dio nella nostra vita e riviviamo la nostra chiamata. Preghiamo perchè anche noi possiamo essere sale, luce e lievito per la salvezza di tutti.

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